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Modena. Il Comune sperimenta il software intelligente che calcola le distanze

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Modena. Il Comune sperimenta il software intelligente che calcola le distanze

Il sistema in 3D basato sull’AI è stato realizzato da un pool di esperti guidato da Cucchiara Quando le persone in un ufficio pubblico sono troppo vicine fa scattare un allarme vocale 

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IL PROGETTO

Come si fa a far rispettare un metro di distanza in un luogo pubblico? In particolare laddove il viavai è continuo, come un servizio comunale?

Si corre il rischio che gli addetti, più che badare al loro lavoro, si vedano costretti a fare i “cani da guardia” e mettersi a controllare il comportamento degli utenti mentre sono in sala d’attesa o in coda a uno sportello.

A dare una svolta potrebbe essere un software elaborato dall’Università di Modena, in particolare dalla professoressa Rita Cucchiara, direttrice del laboratorio nazionale di intelligenza artificiale, che assieme a un team di 30 tra professori e ricercatori ha messo a punto «un sistema basato sull’intelligenza artificiale che serve a capire se le persone sono troppo vicine», ha detto Cucchiara ai microfoni di Sky Tg 24. E ha aggiunto: «In questo momento di Fase 2 è importante capire le distanze, ma soprattutto, credo sia ancora più importante valutare il rischio di possibili contagi in un’area».

Ma come funziona il software? Tramite un occhio digitale monitora la sala in oggetto e analizza le distanze tra le persone, disegnando una linea virtuale tra i soggetti. Man mano che quei soggetti si avvicinano la linea cambia colore.

«La telecamera vede dove sono le persone - ha evidenziato la professoressa Cucchiara - ricostruisce in 3D la posizione nello spazio e le distanze tra ogni persona. Quando gli archi sono in grigio, significa che sono perfettamente corretti dal punto di vista della distanza». Se invece le persone si avvicinano, quelle linee virtuali diventano rosse.

«Più il colore cambia verso il rosso, più diventa pericoloso. Quando più persone rimangono per un certo periodo di tempo vicine, all’interno del metro, scatta un allarme vocale».

Una voce automatica risuona nella stanza e avvisa l’utenza: «Si prega di mantenere la distanza di sicurezza, grazie».

Si tratta di un software che non è nato per il distanziamento sociale post-Covid: «Fa parte di un progetto di rilevante interesse nazionale finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca, che si chiama Preview. In qualche modo, avevamo già un software pronto per poterlo riconfigurare in questo modo».

Il software verrà presentato a giugno a Seattle e non implica nemmeno problemi per la privacy, poiché non avviene alcuna registrazione. Al momento è in corso la sperimentazione a Modena. Il software potrà essere testato in due uffici comunali: l’Urp e la sede centrale dell’Anagrafe.

«Tuttavia pensiamo di applicarlo – ha specificato la professoressa Cucchiara - in tutti gli uffici pubblici, nelle sale d’attesa di un ospedale o di una clinica, nei negozi, nei mall, nei magazzini, in una mensa di una fabbrica, in ambienti esterni dove quest’estate potremmo fare, speriamo, degli eventi in sicurezza o delle manifestazioni studiando sin dall’inizio, ad esempio, come gestire l’arredo urbano». E anche per i privati l’adozione del software non sarebbe un problema, poiché i costi sono assai bassi. —

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