Le mura della città di nuovo visibili Libera dalle transenne via Catellani
La cinta cinquecentesca si può ora ammirare da vicino. Il Comune spese 240mila euro per il terreno
Un pezzo di storia di Carpi è stato restituito alla città: sono state finalmente tolte nei giorni scorsi le delimitazioni all’antica cinta muraria a pochi metri dalla chiesa di San Francesco. Lo spostamento delle transenne consente ora di apprezzare, nel fazzoletto di verde, le mura cinquecentesche che una volta sorgevano al limitare del centro storico, a ponente.
Le mura sono collocate in una buca, ricavata perché la precedente società stava effettuando i lavori necessari a porre le fondamenta di un edificio che si sarebbe dovuto costruire proprio in quello spazio. Tuttavia, gli scavi portarono alla luce quel pezzo di muro e la Soprindentenza pose subito un vincolo. Dagli accertamenti risultò che si tratta, appunto, di una parte della delimitazione cinquecentesca che oggi, insieme alla chiesa di San Francesco, costituisce un cannocchiale sulla città suggestivo.
L’opera è stata al centro di un’accesissima polemica anche in Consiglio comunale. Il terreno di 1300 metri quadri è stato infatti acquisto dall’amministrazione a un prezzo fortemente dibattuto: 240mila euro. Le opposizioni, pur non contestando il valore storico dell’opera, si sono sempre soffermate sulla cifra importante che il Comune ha dovuto spendere per impossessarsi di quell’area. Troppo, secondo quasi tutte le forze politiche che avevano criticato la gestione della trattativa da parte dell’amministrazione
«Vedo la fine di un lavoro che ha caratterizzato anni di impegno da parte dei miei predecessori - spiega Marco Truzzi, assessore ai Lavori Pubblici - Quella era una volta parte di una proprietà privata su cui un’immobiliare aveva fatto nascere dei cantieri. Quando sono state scoperte le mura. Quel luogo, a pochi metri dalla chiesa di San Francesco, è caratterizzato da un vincolo indiretto della Soprintendenza. E, di fatto, ha rappresentato uno stop ai lavori da parte della proprietà. Insieme a proprietà e Soprintendenza è stato preso un accordo: la società ha terminato i lavori e il Comune ha acquisto l’area».
«Adesso quell’angolo della città è disponibile a tutti - prosegue Truzzi - Ci restituisce un pezzo di storia di Carpi».
Il lembo di verde in cui sono racchiuse le mura non acquisirà un nome specifico. «È inglobata nel parco della Resistenza - conclude l’assessore ai Lavori pubblici - Non si chiamerà, pertanto “Giardino delle mura”, ma rimarrà parte integrante del contesto della vicina area verde». —
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