«Meno auto e più bici Cambio di mentalità sempre più urgente»
Oggi il 45% dei tragitti in macchina non supera i 2,5 chilometri «Spostare la domanda verso soluzioni più attive e sostenibili»
la scelta
Meno auto, più biciclette e spostamenti a piedi, ma anche con altre forme di mobilità “dolci”. Facile a dirsi, un po’ meno da realizzare, visti i dati modenesi sulla mobilità, che vedono un netto predominio dei mezzi a motore privati. Il settimo punto affrontato dalla lettera firmata dal meteorologo Luca Lombroso e dagli architetti Federico Zanfi e Matteo Agnoletto (inviata al sindaco Gian Carlo Muzzarelli e all’assessore all’Ambiente Alessandra Filippi) riguarda una questione fondamentale: disincentivare gli spostamenti via auto privata e favorire le forme di mobilità sostenibile.
«A Modena il quadro è molto diverso dalle realtà europee che anche nelle ultime settimane hanno fatto scelte più sostenibili - si legge nel documento sottoscritto anche da Fiab Modena, Medici per l’ambiente, Fridaysforfuture e Ingegneria senza frontiere - l’automobile privata costituisce la modalità di movimento prevalente (oltre i due terzi degli spostamenti giornalieri), anche per distanze brevi (il 45% dei tragitti compiuti in auto nell’area urbana non supera i 2,5 km), con effetti noti in termini di qualità dell’aria e congestione. Meno di un terzo degli spostamenti si rivolge poi con modalità sostenibili, tra cui circa un 10% dei tragitti effettuati in bicicletta - un dato importante, che tuttavia non ha conosciuto incrementi negli ultimi anni e secondo i rilevamenti di Fiab è in calo».
Come ricordano i tre tecnici che hanno condiviso il documento, inoltre, «una significativa domanda di mobilità proviene dagli abitanti dei Comuni di cintura che quotidianamente gravitano sul capoluogo. Per tutti questi utenti della strada, a fronte di una drastica riduzione del trasporto pubblico - l’amministratore di Amo Andrea Burzacchini ha indicato una serie di provvedimenti che ridurranno la capacità complessiva del servizio nella Fase 2 al 30% di quella attuale - è urgente pianificare e agevolare uno spostamento della domanda oggi rivolta all’automobile verso soluzioni di mobilità più attive e sostenibili, sul modello della rete di mobilità di emergenza (anche per distanze nell’ordine degli 8-10 km, contando sulla diffusione delle biciclette a pedalata assistita). In questa prospettiva, la stessa Fiab ha proposto alcuni interventi puntuali per potenziare le infrastrutture a sostegno della ciclabilità in alcuni nodi e lungo alcuni assi di particolare criticità, così da rendere meglio accessibili alcune zone residenziali e alcuni poli di attrazione di traffico oggi non serviti». —
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