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Bonaccini: 1 giugno si potrebbe partire con gli spostamenti tra regioni

Bonaccini: 1 giugno si potrebbe partire con gli spostamenti tra regioni

Ma spetterà al governo decidere, com'è giusto che sia. Noi avevamo chiesto autonomia decisionale solo sulle riaperture del 18, e l'abbiamo ottenuta. Credo con decisione lungimirante». Così il governatore dell' Emilia Romagna Stefano Bonaccini a la Repubblica.

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BOLOGNA  «Il primo giugno mi sembra una data ragionevole per riaprire agli spostamenti tra regioni. Ma spetterà al governo decidere, com'è giusto che sia. Noi avevamo chiesto autonomia decisionale solo sulle riaperture del 18, e l'abbiamo ottenuta. Credo con decisione lungimirante».

Così il governatore dell' Emilia Romagna Stefano Bonaccini a la Repubblica. «Sulla campagna elettorale - dice parlando di un suo libro in uscita - credo mi vada riconosciuto di aver fatto pochi errori scegliendo di parlare agli elettori dei problemi del territorio, anche se tutti mi consigliavano di replicare a Salvini che la buttava in politica». Poi ricorda che ha avuto il merito di aver battuto Salvini ma se «indebolito» bisognerà vedere: «Non vorrei che qualcuno dei nostri creda che ora Salvini sia facilmente battibile. Non è così. Stando ai sondaggi, la maggioranza del Paese è ancora con lui. Ha avuto una perdita di consenso, ma non un tracollo».

Mentre, sull'emergenza coronavirus afferma: «ora che i dati di ieri parlano di 53 contagi su quasi 5mila tamponi, ho l'orgoglio di aver guidato una regione che ha risposto straordinariamente all'epidemia. Poi, tornassi indietro, forse anticiperei di una settimana le chiusure di bar e ristoranti, sebbene sia stato il primo a deciderle in Italia». Salvini è ancora il migliore a parlare alla gente comune? «In Italia probabilmente sì, in Emilia credo che siamo stati capaci di farlo meglio noi. Altrimenti non avremmo vinto».

Per fare una sintesi: «Primo: parlare di un progetto, e quindi costruirlo dal basso nel modo più largo possibile, anziché limitarsi a contrastare o demonizzare l' avversario. Secondo: recuperare lo svantaggio sulla comunicazione via social che la sinistra ha da troppo tempo. Io durante la campagna elettorale sono stato aiutato da quattro trentenni, che ho ribattezzato 'I ragazzi del Piavè; mi hanno aperto un mondo. Ero molto in ritardo anch'io». Per l'economia della regione spera che «il governo seguirà i nostri protocolli sulle spiagge».

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