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Maranello Coronavirus: nasce ventilatore open source di Ferrari e IIT

Maranello Coronavirus: nasce ventilatore open source di Ferrari e IIT

Scuderia Ferrari e Istituto italiano di tecnologia (IIT) hanno presentato oggi un nuovo ventilatore polmonare portatile utile per essere utilizzato negli ospedali di tutto il mondo impegnati nella lotta al Covid-19.

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MODENA Scuderia Ferrari e Istituto italiano di tecnologia (IIT) hanno presentato oggi un nuovo ventilatore polmonare portatile utile per essere utilizzato negli ospedali di tutto il mondo impegnati nella lotta al Covid-19. Le specifiche tecniche saranno ’open sourcè, così da essere replicate liberamente.

L’apparecchio è in grado di ottimizzare il consumo di ossigeno e può essere prodotto in serie utilizzando materiali di facile reperibilità così da avere costi inferiori rispetto agli apparati attualmente in commercio. «Già alcune aziende italiane e straniere in Messico e USA - è stato spiegato - hanno contattato Ferrari e IIT per procedere alla certificazione e alla distribuzione. IIT, connesso con tutti i centri di ricerca europei, veicolerà il progetto sulla rete DIH-HERO dedicata alle tecnologie robotiche in sanità.

Il progetto - si evidenzia - è stato identificato con il codice FI5: le lettere sono le iniziali, rispettivamente, della Casa di Maranello e dell’istituto di ricerca che ha sede a Genova mentre la cifra indica il numero delle settimane che ci sono volute per arrivare all’accensione del prototipo partendo da un foglio bianco». Il primo esemplare è stato infatti assemblato la scorsa settimana presso la sede dell’IIT a Genova ed è stato sottoposto a tutti i test di funzionamento, superati brillantemente. Al progetto hanno collaborato l’ospedale Niguarda di Milano, il policlinico San Martino di Genova e il gruppo Camozzi.

«C’è una sfida che non vogliamo perdere ed è quella contro il COVID-19» afferma Mattia Binotto, Managing Director Gestione Sportiva e Team Pri e Team Principal della Scuderia Ferrari Mission Winnow. «FI5 - dice - è il contributo che abbiamo voluto dare come Scuderia, mettendo in campo non soltanto le caratteristiche precipue del DNA di un team di Formula 1 ma soprattutto quelle che rendono la Ferrari qualcosa di speciale: passione, creatività e voglia di migliorarsi. Portare a compimento questo progetto - aggiunge - è stata un’esperienza non soltanto molto stimolante ma anche davvero gratificante per tutti i nostri collaboratori che hanno lavorato fianco a fianco con i colleghi dell’IIT e con gli altri partner. Sono iniziative come queste che fanno di #essereFerrari non uno slogan ma un tratto distintivo della nostra identità».

«Durante i giorni più drammatici dell’emergenza Covid-19, di fronte alla necessità di ventilatori, con IIT è nata l’idea di realizzare un dispositivo portatile da mettere rapidamente e a disposizione di tutti» sostiene Antonello Forgione, medico dell’ospedale Niguarda di Milano. «Nell’arco di realmente poche ore - ha spiegato - gli ingegneri di IIT hanno coinvolto Ferrari per impostare un progetto innovativo che prendesse in considerazione alcuni aspetti sulla meccanica dei fluidi di cui il team di Maranello è maestro. Dopo 5 settimane, nasce FI5 un dispositivo che può entrare, dopo i necessari percorsi di certificazione nazionali, negli ospedali di tutto il mondo. Possiamo consegnare gratuitamente al mondo intero una macchina innovativa per utilizzo, efficace, prestazionalmente avanzata ma anche sicura e durevole, e mi verrebbe da dire il primo ’Ventilatore da Corsà».

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