Modena. Un sondaggio di Cna: senza risposta il 95% di chi ha chiesto prestiti
È l’esito del questionario diffuso dall’associazione fra 800 imprese modenesi Il 72% ha fatto ricorso alla cassa integrazione e il 34% ha dovuto anticiparla
Cna Modena ha voluto misurare i parametri vitali di 800 aziende modenesi, le loro valutazioni sulla fase attuale di ripresa delle attività, gli effetti del Decreto liquidità e le prospettive future. Un questionario che riesce a dare un’immagine abbastanza chiara sul momento vissuto dalle piccole e medie aziende modenesi.
Il primo punto affrontato dal questionario riguarda lo stato d’animo degli imprenditori, che risulta essere tendenzialmente negativo, anche se un imprenditore su 10 continua a ritenersi fiducioso nel futuro. Raggiunge però solo il 4% la percentuale di quelli che ritengono che il 2020 si chiuderà con un fatturato in crescita o almeno stazionario. La gravità della situazione si riflette anche nei dati relativi alla cassa integrazione: il 72% degli intervistati ha dichiarato di avere fatto ricorso, o di doverlo fare in futuro, agli ammortizzatori sociali. Su questo aspetto è significativo il fatto che il 34% delle imprese abbia anticipato l’assegno ai propri dipendenti, mentre soltanto nel 5% dei casi l’anticipo è stato erogato dalle banche.
Lockdown
Un altro punto del questionario riguardava le valutazioni sulle diverse misure che hanno caratterizzato il lockdown e la ripresa: gli imprenditori nel complesso hanno condiviso le limitazioni agli spostamenti, ritenendole necessarie ed efficaci mentre maggiori perplessità sono legate all’interpretazione di queste norme sparse fra decreti, ordinanze e autocertificazioni.
Moratoria
Ha avuto riscontri positivi l’iniziativa della moratoria per la sospensione del pagamento di mutui, leasing e altro, una richiesta presentata ed accolta da un’azienda su 5, mentre sono il 16% coloro che stanno ancora aspettando una risposta e appena lo 0,6% le imprese che hanno ricevuto una risposta negativa. La stragrande maggioranza del campione, il 63,6%, non ha presentato, però, questo tipo di richiesta.
Decreto liquidità
Tutto sommato elevata, vale a dire il 50,5%, anche la percentuale di imprese che non hanno fatto ricorso ai prestiti previsti dal decreto liquidità. Per il 33,5% le imprese si sono presentate in banca per richiedere finanziamenti sotto i 25.000 euro, il 15% per somme tra i 25.000 e gli 800.000 euro, e l’1% per importi superiori. E qui arrivano le note dolenti, perché la stragrande maggioranza (il 95,2%) non ha ancora avuto risposte e solo per il 2,6% è stato accreditato l’importo che era stato richiesto dall’impresa.
Sospensioni fiscali
Il 44,3% degli intervistati si è avvalso della sospensione dei versamenti fiscali in scadenza ad aprile, una possibilità alla quale hanno potuto accedere le imprese che hanno denunciato un calo del fatturato di almeno il 33% tra il marzo 2020 e il marzo 2019.
Protocolli di sicurezza
Anche per il sentito problema dei protocolli di sicurezza si è generata una notevole confuzione come le regole sugli spostamenti. Tre aziende su 5 hanno già iniziato le operazioni di adeguamento ai vari protocolli di settore, ma il 21% non sa ancora di preciso cosa fare riguardo questi aspetti. Il 46% degli intervistati prevede che le norme determineranno un rallentamento della produzione e uno su tre prevede maggiori costi.
Prospettive future
Un’impresa su quattro afferma di non percepire, malgrado l’emergenza, cambiamenti nelle relazioni con i clienti, ma è pari al 52% la percentuale di coloro che avvertono questo rischio per l’immediato futuro, mentre rappresentano il 16% le imprese che dichiarano di aver perso clienti a causa della crisi e delle difficoltà produttive. —
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