Bertolini: «Il mio lockdown fuori pista Ora collaudo la nuova Maserati»
Il campione sassolese ha svolto tanta attività fisica: «Mai così allenato. Ho sfruttato il giardino di casa a Montale
IL COLLOQUIO
stefano aravecchia
L’anno scorso Andrea Bertolini era stato uno dei grandi protagonisti del Motor Valley Fest, con il pit stop Ferrari al Novi Sad. Quest’anno, per ovvii motivi, il pilota collaudatore di Maserati dovrà fare da spettatore alla seconda edizione dell’evento motoristico: «L’anno scorso ci si era messo di mezzo il meteo, quest’anno il virus. Ma sarà ugualmente un evento particolare. Io tengo molto a questo festival qui a Modena, dove si respira passione autentica per i motori. Nonostante le difficoltà può essere un segnale di ripartenza, la voglia di non alzare le mani».
QUARANTENA
Come tutti Bertolini è reduce dalla quarantena, chiuso nella sua casa di Montale con la moglie Angela e i due figli: «Il mio isolamento è iniziato il 2 marzo, ho trascorso il lockdown svolgendo un grande lavoro fisico e devo dire che, in questo senso, il giardino ha fatto la differenza. Non mi sono mai allenato così tanto in vita mia, restando sempre in contatto con Maserati per progetti e strategie legate allo sviluppo della MC20. L’altro lato positivo è l’aver potuto trascorrere tanto tempo con la famiglia in un periodo che, in tempi normali, mi avrebbe visto via da casa. A livello morale sono molto carico».
IL FUOCO DENTRO
«Il primo mese di lockdown l’ho passato bene perché sembrava quasi una vacanza. Poi ho iniziato a sentire il fuoco dentro, mi mancava l’adrenalina del pilota. Tornare al lavoro al simulatore ha avuto l’effetto di una medicina per la mia testa. Mi manca il confronto in gara e il poter girare in pista, ma si vede un po’ di luce in fondo al tunnel. Chi fa il mio lavoro non passa più di tre giorni senza stare in una vettura da gara...».
IL RITORNO
Dal 4 maggio il ritorno in ufficio all’Innovation Lab: «Prima, però, mi sono fatto quindici chilometri di corsetta rigenerante per la mente nei dintorni di casa. Poi, super carico, sono tornato in Maserati: lunedì avevano già preparato programma, briefing e lavoro sul simulatore. Tutto nella massima sicurezza: mi hanno misurato la febbre, dato guanti, tre mascherine e occhiali protettivi. Servizio di igienizzazione continuo, è davvero bello vedere il livello di organizzazione in Maserati. Ci sono tutte le condizioni per recuperare il tempo perso nella prima fase del lockdown, quando fisicamente non potevo essere al lavoro».
I SIMULATORI
«Io lavoro principalmente sul simulatore dinamico, strumento di altissimo livello, il più avanzato d’Europa a livello di tecnologia. Con questo tipo di simulatore riusciamo a verificare nel dettaglio tutto ciò che riguarda le caratteristiche della macchina e la fase dello sviluppo. L’altro simulatore, quello statico, viene utilizzato per la verifica e il controllo della vettura. In quarantena non ho utilizzato simulatori: abituato a quelli che ho in Maserati tutti gli altri tipi non reggono il confronto».
LA “CREATURA”
Prima del lockdown Bertolini era impegnato nello sviluppo dell’attesissima Maserati MC20. Bolide che doveva essere presentato a maggio, poi a causa della pandemia il Maserati Day è stato spostato a settembre. «Con la MC20 ho un feeling speciale, è una vettura incredibile con un potenziale enorme. Con lei vogliamo tornare ad essere un riferimento nella categoria delle supersportive».
IL GIRO IN CENTRO
Nel 2010, per festeggiare il titolo di campione del mondo, Bertolini girò in centro a Modena con la Maserati MC12: «Sarebbe un sogno ripetere quell’esperienza il prossimo anno. Con la MC20, erede della MC12, Maserati tornerà nel mondo delle competizione per essere protagonista. Com’è, da sempre, nel dna della casa del Tridente».—
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