La cantina sociale “Pedemontana” brinda a una storia lunga cento anni
Venne fondata esattamente un secolo fa da 49 produttori Fusione con Sassuolo e a Corlo stabilimento all’avanguardia
Il brindisi del centenario è solo rimandato. La Cantina sociale Formigine Pedemontana oggi festeggia il suo primo secolo di vita senza gli eventi che erano stati programmati per i prossimi giorni: tutto è stato per forza di cose posticipato al 2021. Una storia iniziata nel 1920, quando 49 agricoltori della zona fondarono la Cantina Sociale di Formigine, centro che all’epoca raggiungeva i 10 mila abitanti (oggi ne ha oltre 35 mila). Dalla fusione con la Cantina Pedemontana di Sassuolo, fondata a sua volta nel 1965, è nata nel 2004 l’azienda attuale, che nel 2005 ha inaugurato il nuovo stabilimento di Corlo, concepito con soluzioni all'avanguardia ma con uno sguardo alla tradizione visto che architettonicamente ricorda la sede della vecchia Cantina formiginese; un modo voluto dalla dirigenza dell’azienda, aderente a Confcooperative Modena, per fondere il passato con il futuro, l’esperienza della vinificazione tradizionale con la tecnologia. Il nuovo stabilimento venne costruito grazie alla vendita delle sedi delle due Cantine, poco dopo la fusione come detto in una sola. Il 70% dell'uva conferita allo stabilimento di Corlo è di Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC, di cui la Cantina rappresenta il maggiore produttore, essendo in piena zona di origine di questo vitigno autoctono. «Siamo la più importante Cantina a sud della via Emilia. I nostri soci – spiega il Presidente Dante Chiletti, che possiede un’azienda a Fiorano con 11 ettari di vigna - hanno 600 ettari coltivati e ogni anno escono dal nostro impianto 1 milione e 300 mila bottiglie di vino, più altre 400 mila che imbottigliamo per altre Cantine vicine o singoli clienti. Arriviamo così vicino ai due milioni in totale». La Cantina Formigine Pedemontana ha circa 240 soci conferenti più altre decine che hanno affittato i terreni o hanno smesso l’attività ma vogliono comunque restare soci. Un segno dell’attaccamento a questa storia. «Quello dell'imbottigliamento non rappresenta comunque la nostra attività principale, perché dell’uva pigiata ogni anno – dice ancora Chiletti - ne viene imbottigliato direttamente in Cantina soltanto un 15-17% della produzione. Il grosso lo vendiamo sfuso, bianco e rosso, alle aziende imbottigliatrici e una parte in damigiana». I numeri annuali dicono che a Corlo si lavorano 80-90 mila quintali di uva l’anno ma la Cantina può ‘reggerne’ fino a 110 mila. La Formigine Pedemontana, attenta all’innovazione anche in campo ambientale, produce vini di diverse varietà: tra queste il 1920 Malbo Gentile Emilia IGP e il 1920 Grechetto Gentile Emilia IGT, che ricordano fin dalla denominazione la data di nascita della Cantina. Si possono trovare tutti nel punto vendita di via Radici in Piano, a fianco di un moderno impianto con vasche in acciaio inossidabile e tante singole cisterne tutte refrigerate, dove lavorano 13 dipendenti e 9 consiglieri, compresi il presidente e il vicepresidente. Il giro d’affari dell’azienda è attorno ai 6 milioni di euro. Se si parla di vino allora è il caso di domandare lumi su come si presenta la vendemmia 2020. «L’uva sta vegetando bene ma il problema per ora è quello della siccità. E poi c’è il rischio di burrascate e grandinate – conclude Chiletti - come quella che l’anno scorso a Magreta ha fatto perdere almeno 10mila quintali di uva». —
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