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Nonantola, l’attesa è finita: piazza Liberazione è pronta

Stefano Luppi
Nonantola, l’attesa è finita: piazza Liberazione è pronta

L’area nel cuore della città accessibile dopo i lavori da oltre un milione di euro Interventi su portici e pavimentazione. La numerazione curata da Della Casa 

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NONANTOLA

Dopo otto anni dal concorso di progettazione del 2012, e alcune polemiche, piazza Liberazione è finalmente pronta. Di nuovo accessibile, dopo la lunga riqualificazione costata un milione e 96mila euro che ha interessato anche i portici, ora qui si è tornati a organizzare l’antico mercato. Se ne sono occupati i progettisti modenesi Maria Luisa Cappelli e Matteo Agnoletto, ai quali si è aggiunto il maestro modenese Giuliano Della Casa che ha realizzato una quarantina di numeri civici in ceramica arricchiti da pesci, grappoli d’uva, strumenti contadini. «I lavori - spiega l’architetto Agnoletto - hanno interessato il rifacimento della pavimentazione della piazza per una estensione di oltre 2mila metri quadrati, il restauro di tutti i portici, ogni pavimento e soffitto, di alcuni fronti degli edifici storici presenti nonché del giardino della Ludoteca. La scelta è stata quella di impiegare materiali di recupero della tradizione locale, come la pietra arenaria, il ciottolo di fiume, il laterizio, a discapito di pietre di importazione, valorizzando così i monumenti perduti come l'ex oratorio di San Rocco, dove c’era un importante quadro di Guercino, commissionato dalla famiglia Sertorio e di recente riapparso sul mercato antiquario». Agnoletto richiama l’importanza dei portici presenti: «Non a caso - dice - Bologna sta cercando di inserirli nell’Unesco e anche Togliatti, in una sua lontana visita a Carpi, disse che sono importanti perché rappresentano l’anima popolare di queste terre. Per questo abbiamo pensato che fosse ora di riappropriarsi di questo spazio pubblico “popolare”, molto amato tanto che qui Ligabue tenne uno dei suoi primissimi concerti». Il docente universitario non nasconde i problemi della lunga riqualificazione legati soprattutto al fallimento di una ditta, poi sostituita da Candini Arte di Castelfranco, e alle barriere architettoniche: «È’ stata una lunga e complessa fase, anche perché c’è stata la necessaria campagna archeologica, realizzata con l'Università Ca' Foscari di Venezia, con Sauro Gelichi e Mauro Librenti, che ha riportato alla luce la chiesa del XIII e XIV secolo di San Lorenzo e del relativo cimitero. Ora il cuore del paese è di nuovo a disposizione per il mercato e le attività ludiche. Abbiamo anche dedicato ampia attenzione alle barriere architettoniche, eliminate inserendo passatoie e togliendo i dislivelli. È vero invece che le pietre di fiume del selciato non sono completamente levigate, ma abbiamo rispettato ogni normativa vigente».

Giuliano Della Casa, il “re dell’acquerello” in Italia, racconta divertito la sua partecipazione al progetto: «Ora tutti potranno dire che Della Casa dà i numeri… È passato un po’ di tempo, ma ricordo quando mi hanno chiesto questo intervento per dipingere i numeri civici con al fianco alcune figure. Sono stato molto felice e ho prodotto molto, anche se sono piuttosto veloce nel lavoro, prima di andare insieme ai progettisti nella storica Bottega Gatti di Faenza. Qui abbiamo realizzato in numeri civici di ceramica, vado da loro dal 1990 perché sono noti in tutto il mondo per la loro bravura».

Chi vive nelle case di piazza Liberazione, o chi ci passerà per turismo, potrà dunque ammirare il segno sempre ironico, colorato, ottimista sul futuro, di Della Casa. —



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