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«Un forte segno di unità da un territorio unico La formazione? È tutto»

e.b.
«Un forte segno di unità da un territorio unico La formazione? È tutto»

Pontremoli, ad di Dallara e presidente di Muner e Motor Valley, insiste sulla cultura «La nostra scuola e le nostre tecnologie inarrivabili all’estero» 

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MODENA. Andrea Pontremoli, presidente della Motor Valley risponde dagli stabilimenti Dallara di Varano de’ Melegari. In mattinata si è intrattenuto con il mitico Gian Paolo Dallara, fondatore dell’azienda parmense, nel pomeriggio ha indossato i panni del professore per una conference-call dedicata ai futuri manager. Ma l’ad e socio di Dallara nonché presidente di Muner, tra un impegno e l’altro, parla volentieri dell’edizione digital del Motor Valley Fest.

Si ricomincia dalla Valle dei motori. In agenda c’è il primo appuntamento nazionale post-lockdown.

«E speriamo di dare l’esempio. Speriamo che questo sia un messaggio per tutti. È ora di ricominciare, nel rispetto delle norme di sicurezza, ovviamente. E proprio perché sappiamo bene quali sono i regolamenti abbiamo deciso di promuovere questa edizione digital. Raggiungeremo migliaia di persone in una logica internazionale. Aspetto, quello del virtuale, che manterremo anche nella prossima edizione che sarà fisica e pure sui canali online».

La voglia di tornare a parlare di motori e design, di velocità e tecnologia, deve essere tanta.

«Tanta? Tantissima. D’altra parte siamo fatti così: volevamo di nuovo avere a disposizione i nostri “giocattoli” (ride, ndr). Il motorsport, come sappiamo, è basato sulla velocità e veloci bisogna essere sempre. L’obiettivo, dopo questa ripartenza, è ritrovare il ritmo giusto».

Importante farlo anche perché il mondo guarda alla Motor Valley. E in casa Dallara lo sanno bene. A proposito: come è percepita la nostra terra lontano dai confini del Paese?

«Mi sento di dire che siamo riusciti, assieme a colleghi e Regione, a trasmettere un messaggio nuovo. Nel mondo, ve lo dico per esperienza, il nostro territorio è unico. Il concetto di supercar e di motorsport nella Motor Valley va ben oltre gli standard più classici. Auto e moto si possono costruire in altre zone del pianeta, ma non saranno mai come queste. Perché qui c’è passione, c’è cultura. Chi viene dall’estero lo nota».

Ed è questo il messaggio che vuole trasmettere il Motor Valley fest?

«Esattamente. Infatti non si parlerà solamente di motori, ma anche di cultura. La bellezza delle piazze e dei musei, senza dimenticare la cucina e i vini. Dalla capitale della valley, che è Modena, partiranno una serie di input. Molti incentrati sul tema principale, ci mancherebbe, tanti altri di promozione del territorio. Una culla perfetta, la nostra».

Culla, appunto. Di bolidi e di professionisti. Pontremoli è il presidente del Muner, Motorvehicle University Emilia-Romagna.

«La formazione è tutto, e questo progetto è fondamentale. Abbiamo coinvolto quattro università della regione, diecimila docenti che possono guidare gli ingegneri del futuro. Insieme a loro ci sono poi i professionisti che attualmente lavorano per le “case” più prestigiose. Senza scordare le tecnologie che mettiamo a disposizione di chi sta studiando. Penso alle gallerie del vento, ai simulatori o ai banchi motore delle F1. Materiale di formazione che in altre parti del mondo non vedono nemmeno in foto. Per questo sottolineo che la nostra è una scuola unica alla quale partecipano molti ragazzi stranieri. Allo stesso tempo abbiamo iniziato a plasmare pure i manager».

Cosa ci propone Dallara per il Motor Valley?

«Prenderò parte al tavolo inaugurale con gli altri amministratori delegati. Insieme ci saranno i marchi più importanti. Un grande segno di unità. E poi le finali Esports con protagonista la Stradale virtuale. Infine visioneremo, con interesse, il mondo dei giovani e quello delle start up per scovare nuovi talenti». —

e.b.

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