Associazioni e società sportive non pagheranno gli affitti
Congelati per quattro mesi gli esborsi per il mancato utilizzo delle palestre ma la giunta non esclude di farsi carico di tutto per sostenere le attività
Riprendono gli allenamenti in maniera graduale e il Comune di Sassuolo, però, non dimentica le difficoltà delle associazioni sportive che per almeno due mesi sono dovute restare completamente ferme. Molte di queste hanno compromesso anche le proprie stagioni sportive, bloccate talvolta sul nascere. Per questo la giunta ha approvato a inizio maggio una delibera per venire incontro alle società sassolesi e garantire loro un po' di “respiro”, considerato anche che la gran parte delle loro attività riguardano il settore giovanile già fermamente compromesso dal 23 febbraio, quando sono state chiuse le scuole. Alle associazioni sportive e società che usufruiscono delle palestre scolastiche è stato deciso di sospendere il canone per quattro mensilità per il mancato loro utilizzo. Per le società che hanno invece impianti sportivi in concessione come palazzetti e campi da calcio, c'è il riconoscimento del 100% del corrispettivo contrattualmente già accordato con l'amministrazione locale anche per il periodo di sospensione delle attività per l'emergenza Coronavirus, a fronte del mantenimento del pagamento del canone già previsto. In un prossimo futuro non è esclusa l’erogazione di contributi da parte del Comune in modo da intervenire nei casi di eventuali difficoltà economiche di soggetti sportivi che, pur non essendo gestori di impianti né di strutture sportive comunali o palestre, svolgono comunque attività di promozione sul territorio. Per fare questo, il municipio ha già calcolato un minor gettito nelle proprie casse intorno ai 6.500 euro rispetto al bilancio di previsione 2020. «Il settore dello sport dilettantistico e professionistico – spiega il sindaco Gian Francesco Menani nell'approvazione della delibera – ha subito enormi danni per effetto del lockdown, come mancate entrate da corsi e attività di promozione sportiva, subconcessioni degli spazi a terzi, minori entrate da sponsorizzazioni e spese solo parzialmente ridotte». Sulla decisione, evidenzia il primo cittadino, pesa anche una previsione degli «incrementi di costo al momento della riapertura derivanti dalle prescrizioni sanitarie per opere di sanificazione, distanziamento sociale, dispositivi e presidi sanitari, oltre alla necessità di riavvicinare l’utenza dopo diversi mesi di fermo». La giunta infine non nasconde le proprie preoccupazioni. «Riteniamo che la perdita economica sull'attività sportiva vera e propria – conclude Menani – sia tale da giustificare il pagamento totale del corrispettivo come azione di sostegno alle società e dunque all'attività di promozione ordinariamente svolta sugli impianti comunali, affinché possa proseguire anche per il futuro. Si paventa infatti l’ipotesi che diverse società non possano fare fronte agli impegni e cessare le loro attività». —
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