Motor Valley Fest/ La lezione dei “Grandi” per far correre Modena come le sue supercar
Emozioni, bellezza, creatività e unità le parole chiave dei top manager dell’auto «Siamo un territorio unico nel dare esclusività ai suoi prodotti. Ce la faremo»
MODENA I sogni possono rallentare, ma non si possono fermare. «Tutti noi in questo momento straordinario abbiamo un’opportunità altrettanto straordinaria per mettere insieme l’emozione, la bellezza, la cultura e giocare una partita a livello di Motor Valley, ognuno con le sue peculiarità». Andrea Pontremoli, ceo Dallara, riassume così il senso forse più profondo del convegno di apertura del Motor Valley Fest digital, che vede riuniti sul palco del Pavarotti tutti i grandi brand emiliano-romagnoli: il territorio, con i suoi artigiani, i suoi fornitori e le sue Università, è sempre più fondamentale dopo l’emergenza Covid-19 «per comunicare quanto questo sia un modo di vivere e una passione. Siamo unici nel dare esclusività ai nostri prodotti».
Unici, e uniti. Pontremoli racconta di avere diverse fuoriserie emiliane in garage, non solo Dallara, il presidente esecutivo di Maserati Harald Wester cita un suo giro in Lamborghini, Horacio Pagani ricorda di aver comprato una “rossa” dal direttore marketing del Cavallino Enrico Galliera che siede lì vicino. Uniti, anche se diversi (e concorrenti), si può dunque vincere. Nonostante Covid-19 metta a rischio, secondo l’analisi McKinsey & Company, il 20-25% del volume globale delle vendite auto nel 2020 ma “solo” il 7% del segmento premium/lusso.
La conduttrice del convegno Maria Leitner domanda del futuro prossimo agli ospiti, assisi su seggioline rosse sul palco del Pavarotti, rigorosamente a un metro di distanza e di fronte ad una platea occupata solo per due file dai tecnici. Come spiega Claudio Domenicali, ceo di Ducati Motor holding, «il distanziamento sociale e la chiusura delle concessionarie hanno esacerbato la necessità e l’obbligo di usare strumenti digitali, ma la mia opinione è che non dobbiamo pensare che cambierà tutto. La voglia del contatto fisico e della pista, il valore della relazione personale ed emozionale per marchi come i nostri rimarrà una componente fondamentale». Per il rilancio post pandemia «il segreto è nella danza tra il mondo digitale e quello analogico». Pagani, «uno che fabbrica macchine inutili e costose», spiega che per sostenere la ripresa bisogna tener viva la creatività, l’entusiasmo di chi lavora. «Ora c’è paura ma - dice il fondatore della casa di San Cesario - per produrre le auto che nascono qui c'è bisogno di stare insieme e tenere alto lo spirito del gruppo. Un ridimensionamento di certi temi, ad esempio quelli sollevati da Greta, potrà essere anche positivo, per eliminare la demagogia. Il web? Utile a fare provare passione a chi un’auto non l’ha e a tanti giovani che non provano interesse per le quattro ruote».
Wester, invece, punta tutto sull’elettrico. «Anche una macchina elettrica può essere emozionante: da un punto di vista di accelerazione e prestazioni è già oggi imbattibile rispetto alle altre tipologie di propulsori. Non ci sarà dal 2021 nessun nuovo modello Maserati che non sia anche elettrico e uno lo sarà esclusivamente» conferma l’uomo al comando del Tridente ricordando come nei mesi scorsi abbia riorganizzato il lavoro di 20 mila ingegneri di Fca in 35 sedi, quasi tutti al lavoro a casa. «In un momento di distanziamento sociale un’autovettura può dare sensazioni impagabili»: Galliera, chief marketing e commercial officer di Ferrari, lancia un segnale di positività in questo momento di difficoltà. «Sebbene sia vero che la crisi ha accelerato la corsa alla digitalizzazione, per i clienti l’esperienza fisica non perderà mai la centralità. Le Ferrari sono e saranno sempre opere d’arte tecnologiche, in grado di suscitare forti emozioni». Di emozioni parla anche Stefano Domenicali, ceo di Lamborghini, 27 milioni di followers su Instagram: «In questa fase, nella quale le cose sono cambiate così in fretta, dobbiamo avere la capacità, in maniera prudenziale, di pensare al momento in cui la parte emozionale che spinge i clienti ad acquistare i nostri prodotti tornerà ad essere una parte fondamentale. Per noi l’elettrificazione pura è ancora molto lontana, diverso è invece il tema dell’ibrido». —
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