Chiesa del Gesù, nuovi cantieri «Così rimuoviamo le macerie»
Ripartono i lavori L’assessore Letizia Budri: «Porzione del tetto crollata Mettiamo tutto in sicurezza e progettiamo la riapertura»
MIRANDOLA
Secondo intervento di messa in sicurezza provvisionale sulla chiesa del Gesù, passaggio obbligato per completare i rilievi necessari alla redazione del progetto di restauro di uno degli edifici storicamente e culturalmente più importanti della città. Il cantiere è stato consegnato alla ditta Messori di Correggio in una sorta di cerimonia a cui erano anche presenti il geometra Luca Messori, l’ingegner Massimo Renzani dello Studio Paci, il progettista Federico Paci, il Rup ingegner Laura Fantini con i suoi assistenti, l’architetto Riccardo Spadi e l’ingegner Laura Barbieri.
«Il progetto predisposto per questa ulteriore messa in sicurezza – spiega l’assessore alla Qualità urbana e Ricostruzione Letizia Budri - intende assicurare le strutture e gli elementi architettonici della chiesa. È quindi necessario per poter completare i rilievi interni e dar corso al progetto di restauro di questo gioiello barocco-gesuitico. La prima operazione che verrà eseguita sarà il ripristino di ponteggi e puntellamenti e il rinforzo dei presidi di sicurezza delle aperture. Poi si interverrà per assicurare la copertura, dato il crollo di una porzione. Al fine di mettere in sicurezza le zone interne della Chiesa si eseguirà lo smontaggio dell’attuale manto di copertura e la sua sostituzione con uno provvisorio in lamiera grecata che permetterà di alleggerire la copertura e di proteggere la chiesa dai fenomeni atmosferici. Una volta messa in sicurezza la copertura sarà quindi possibile procedere alla fase successiva, consistente nella rimozione, catalogazione e stiva delle macerie interne. Inizialmente verrà definita un’area sicura al centro della navata principale per la rimozione delle macerie; successivamente verranno realizzati dei ponti di protezione per lavorare sotto gli archi dell’aula dell’abside. Eseguite queste operazioni, si potranno rimuovere le macerie all’interno dell’area sicura e si procederà in seguito con la pulizia e la sanificazione degli ambienti interni». —
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