Debora, l’ “angelo dei nonni” è ora in linea aiuti e consigli per vincere la solitudine
Per la giovane assistente oltre duecento chiamate da famigliari e pazienti nel periodo dell’isolamento forzato
la storia
alice benatti
“Cosa significa essere l’angelo dei nonni?” le aveva chiesto a dicembre Salvo Sottile a “Mi manda Rai Tre” riferendosi al titolo dell’intervista pubblicata qualche tempo prima sul nostro giornale. “Significa essere la parte mancante delle persone anziane: sono ‘gli occhi’ della signora Anna perché a causa di una patologia alla vista non può più dedicarsi alla lettura, che tanto la appassionava, e adesso sono io a leggere per lei i libri che scegliamo e compriamo insieme, sono ‘le gambe’ del signor Arrigo perché a 90 anni non può più muoversi agilmente…” – aveva risposto la 27enne modenese Debora Schianchi, che nel 2018 ha fondato “Con voi”, un’innovativa forma di assistenza sociale rivolta a persone anziane e diversamente abili. Poi il Coronavirus, che ha colpito fortemente proprio “i nonni” che aveva scelto di proteggere, e la decisione di interrompere la sua attività per attivare uno sportello telefonico gratuito con il quale offrire informazioni a carattere sociale e assistenziale in merito all’emergenza Covid-19. «Mi sono fermata perché sapevo che tanti volontari si stavano proponendo per servizi che io offrivo già a pagamento e in questa situazione di emergenza non me la sono sentita di guadagnarci sopra – spiega Debora – ho tenuto solo due persone che non hanno figli e hanno insistito affinché continuassi ad assisterli io». In due mesi ha ricevuto oltre duecento telefonate, tra chi la chiamava per comprendere i nuovi decreti, chi perché cercava aiuto nella gestione di una situazione famigliare complicata dal virus, o, ancora, chi aveva semplicemente voglia di stare al telefono per chiacchierare con qualcuno pronto ad ascoltare. «Un giorno mi ha chiamata una ragazza che aveva il nonno ospedalizzato per il Coronavirus e la nonna che, dopo aver fatto alcuni esami in ospedale, era stata messa su taxi per tornare a casa da sola – racconta la giovane assistente sociale – voleva sapere come portare i vestiti al nonno e le medicine alla nonna dal momento che lei e i suoi famigliari erano in quarantena e non potevano assisterli personalmente».
«Lo capivo che molte persone anziane mi chiamavano con una scusa perchè avevano solo voglia di parlare e di passarsi il tempo. La vita fuori era cambiata, non potevano vedere figli e nipoti e soprattutto sapevano di avere poco tempo davanti, che questi erano mesi di vita preziosi 'buttati'. Prima svolgevano una serie di attività che li faceva sentire attivi e utili, sentivano come di aver perso il loro ruolo nella società. Un signore, ad esempio, era solito comprare alla Coop Cialdini delle crostatine per i suoi nipotini e, anche se non poteva vederli, continuava ad acquistarle perché quell’azione nonostante tutto doveva farla».
Appesi nella sua camera, in queste settimane, una serie di fogli con i numeri di telefono di farmacie, studi medici, associazioni di pubblica assistenza, sportelli comunali, da fornire a chi la chiamava sulla base dello specifico biosgno. «Ho sempre cercato di restare aggiornata sulle novità normative e sui servizi che piano piano nascevano in città - conclude Debora Schianchi - voglio ringraziare Francesca Riva, infermiera che lavora in uno studio medico modenese, e la farmacista Greta Cosentino per il supporto che mi hanno dato per tutto il periodo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
