Due ministre “spingono” l’auto del futuro in progettazione a Modena
Nuovo protocollo tra governo, Comune e Università per rafforzare il Masa: il laboratorio a cielo aperto dell’Area Nord dove si fanno prove di mobilità smart
MODENA A spasso nel tempo. Non è il titolo di un libro o di un film, ma una “semplice” sensazione. Una bella sensazione che ha coinvolto chi, per l’intera giornata di ieri, è rimasto collegato alla piattaforma web del Motor Valley Fest digital. Il “Masa Day” è di fatto un tuffo nel futuro, un viaggio nel mondo dell’auto autonoma e connessa in rete. Il fulcro di questo lavoro è la Modena Automotive Smart Area che, coordinata dal professor Francesco Leali, sviluppa le sue innovazioni nel “laboratorio a cielo aperto” dell’Area Nord di Modena e pure all’autodromo di Marzaglia. Coinvolte l’Università di Modena e Reggio Emilia, il Comune, oltre a diverse aziende del settore. Compresi i marchi più prestigiosi. Diversi i punti toccati, diversi anche le “esperienze”. Dal comportamento dei mezzi del futuro in ambito cittadino, alle strade intelligenti. Senza dimenticare l’importanza strategica di queste tecnologie per la mobilità dei diversamente abili e degli anziani. Uno sguardo al servizio pubblico, senza dimenticare le supercar.
Il “Masa Day” , inoltre, ha avuto modo di contare sulla presenza di diversi ospiti, nazionali e internazionali. È stata l’occasione per presentare progetti e idee, ma anche per mandare segnali importanti e pratici. Tra questi il “Piano Smart City” del Comune di Modena che si riferisce all’innovazione tecnologia e alla digitalizzazione della città. Con riferimento, ovviamente, anche alla mobilità studiata al Masa. Ad indicare le linee guida del programma 2020-2024 sono stati l’assessora Carla Ludovica Ferrari e l’ingegner Luca Chiantore del Comune di Modena. «I punti chiave - ha detto Chiantore - sono principalmente quattro. Si inizia dalla continuità con la pianificazione che ci ha portato a questo punto. Poi l’approccio metodologico che condurrà alla nuova programmazione delle attività. Quest’ultima in particolare sarà curata, appunto, nel nostro laboratorio Masa. Inoltre sarà fondamentale mantenere e consolidare i rapporti con le aziende della zona. Decisivo , inoltre, il piano di comunicazione».
«Il nostro progetto digitale - così Ferrari - guarda al 2030 e al 2050. Guarda all’Europa e al mondo. È necessario per stare al passo con le altre città. Noi siamo a buon punto perché possiamo contare sul Masa e sulla grande collaborazione di Università, istituzioni e privati».
Si parte, dunque, da un aspetto strettamente modenese prima di iniziare il “giro” di interventi che arrivano da tutto il Paese, ma anche da Europa, Stati Uniti e Canada. Attivi, in particolare, i contatti con la Svezia e con il Politecnico di Torino che si occupa, come il Masa, di queste tecnologie.
Modena Automotive Smart Area fa rima anche con strade intelligenti. Le infrastrutture, infatti, dovranno essere pronte per ospitare le vetture del futuro. Un macro-argomento aperto da Lugi Carrarini di Anas che ha raccontato dello sviluppo smart in atto sulla Roma-Fiumicino.
E mentre c’è chi sogna di attraversare quella superstrada con la Maserati “curata” dal Masa, arriva il momento delle due rappresentati del governo. «Le due Paole»: come scherza Paola De Micheli, ministra di Trasporti e Infrastrutture, in riferimento al nome che l’accomuna a Paola Pisano, ministra dell’Innovazione. Il Motor Valley Fest, versione digital, è stata l’occasione per annunciare la firma del «protocollo d’intesa interministeriale Mit e Mid in materia di innovazione per la guida autonoma e connessa in ambito urbano ed extraurbano». Il nuovo documento, che integra quello analogo firmato nel 2018 tra ministero dei Trasporti, Comune e Università, riguarda proprio l’iniziativa “Modena automotive smart area”.
«Mai come in questo momento - ha spiegato De Micheli - abbiamo capito quanto sia importante la tecnologia e l’innovazione. Quanto sia fondamentale la ricerca. Spetta dunque allo Stato mettere sul campo gli strumenti che permettano poi ai privati di sviluppare concretamente le idee». Un lungo momento istituzionale, durato l’intera mattina, che ha portato in dote anche diversi atti pratici. Un viaggio nel tempo, nel futuro, come hanno ricordato anche Carlo Adolfo Porro, rettore di Unimore, e Giancarlo Muzzarelli, sindaco di una Modena sempre più digitale. —
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