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Modena. Andrea, il ducatista Esports «Che battaglie con i piloti “reali”»

Enrico Ballotti
Modena. Andrea, il ducatista Esports «Che battaglie con i piloti “reali”»

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MODENA Per il momento di Mondiale in bacheca ce n’è uno, ma Andrea Saveri è destinarlo a conquistarne altri. Il giovanissimo bolognese, 19 anni appena compiuti, è già una delle grandi firme della MotoGP Esports. Andrea sta alle due ruoto virtuali come colleghi più conosciuti, da Valentino Rossi ai Márquez fino ad Andrea Dovizioso, stanno alla pista reale. Insomma, un pilota da temere. Lo sanno gli avversari e lo sa pure la Ducati che, per questo 2020, lo ha ingaggiato nella schiera dei driver ufficiali. Questo pomeriggio, il campioncino in “rosso” sarà protagonista dell’angolo di Motor Valley dedicato agli Esports. Con lui diversi competitor del mondo interattivo, ma anche piloti che abitualmente frequentano le piste: Danilo Petrucci, Michele Pirro e Francesco “Pecco” Bagnaia. È il Ducati Motorola e-Race «Un momento di intrattenimento - dice Saveri - che avrà anche lo scopo di raccogliere fondi per l’ospedale Sant’Orsola di Bologna che sta lottando contro il Covid-19».

Andrea, come è iniziata la tua avventura virtuale?

«Giocando in casa, come tanti. Poi ho fatto due scoperte: il mondo Esport e, soprattutto, che i miei tempi erano all’altezza dei campionati a cui ora partecipo».

Raccontaci la marcia di avvicinamento a un Gran Premio virtuale.

«Quando ci sono le gare il mio allenamento è diversificato di diverse sessioni. Per esempio provo i vari set-up della moto, oppure vedo come mi comporto in un giro lanciato o in una situazione di gara. Solitamente abbiamo tempo un mese per preparare la gara, quindi non mancano anche un po’ di pratica sul circuito che poi mi vedrà protagonista in un Gp. Solitamente lavoro per un’ora e mezza al giorno. Queste sono le tempistiche ottimali, quelle che ti permettono una concentrazione costante».

I risultati si vedono. Campione mondiale Esports nel 2019 e ora?

«La mi ambizione è quella di rimanere ancora in questo settore sempre più in espansione. Poi, in un futuro più lontano, spero di terminare gli studi e di entrare a fare parte di un team di motociclismo “reale”. Sarebbe un sogno lavorare sulle moto, ma anche occuparsi dei social o della comunicazione di una scuderia. Insomma, mi piacerebbe rimanere nel circus».

A proposito di pista, hai avuto modo di provare in circuito?

«Ancora no, ma spero possa succedere presto. Magari già da quest’anno, magari in sella ad una Ducati. Uso la moto in strada oltre che quella virtuale. Non nascondo, però, che un’esperienza sull’asfalto reale sarebbe super».

Come vanno i “duelli” virtuali con i porfessionisti della moto “reale”?

«Ci divertiamo e anche parecchio. Già oggi al Motor Valley potrete vedere quanto sono competitivi. I loro tempi si avvicinano molto ai miei e a quelli dei ragazzi che “frequentano” l’Esports»

Solitamente chi ti sfida?

«I piloti Ducati come Danilo Petrucci e Michele Pirro o Francesco “Pecco” Bagnania. “Pecco” è un cliente scomodo. Poi ho incrociato il joystick con Luca Marini (fratello minore di Valentino Rossi, ndr) e Tony Arbolino». —


 

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