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Pavullo. Foto intime sul web, vince contro Diletta Leotta

Daniele Montanari
Pavullo. Foto intime sul web, vince contro Diletta Leotta

Il giudice archivia la posizione di un 21enne, accusato di aver rubato e diffuso gli scatti della conduttrice televisiva

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PAVULLO

Non andrà a processo il giovane pavullese accusato di aver rubato immagini hot di Diletta Leotta. Ieri mattina nell’udienza che si è tenuta a Bologna davanti al gip del Tribunale dei Minori, in modalità di videoconferenza, il giudice ha archiviato la posizione del ragazzo, oggi 21enne.

La storia, lo si ricorderà, fece molto parlare: nel 2016 la popolare conduttrice presentò denuncia alla Procura di Milano per un’intrusione hacker nel suo spazio cloud, da cui vennero rubate sue immagini personali, anche senza veli, poi messe in rete. Finendo anche sul telefono dell’allora studente 17enne, che poi le diffuse caricandole in una cartella dropbox. Nell’ambito delle indagini per reati inerenti la privacy e la diffamazione, la polizia postale è riuscita a risalire all’autore di quel caricamento, sequestrando nel 2017 telefono e altri strumenti informatici del ragazzo. Che da parte sua ha sempre sostenuto di avere a sua volta ricevuto le immagini via WhatsApp da altri e di averle caricate in dropbox, da fan della Leotta, senza sapere che fossero state rubate.

Assistito dagli avvocati pavullesi Barbara Pini e Luca Benedetti, è stato alla fine scagionato dopo tre anni di impegnativa battaglia giudiziaria. Gli avvocati della Leotta infatti hanno incalzato opponendosi per due volte alla richiesta di archiviazione del pm. Nella prima, il giudice dispose un supplemento d’indagini che ha fatto tremare il ragazzo. Ma anche dopo gli ulteriori accertamenti, la Procura di Bologna, competente per residenza, ha mostrato sostanzialmente di credere alla sua buona fede, anche per la giovanissima età, rinnovando la richiesta di archiviazione. Ma nel febbraio scorso dalla difesa della Leotta è venuta una nuova opposizione con tanto di richiesta di imputazione coatta. Una richiesta cioè al giudice di mandare a processo il ragazzo “scavalcando” l’orientamento del pm. Da qui la tensione dell’udienza di ieri: se l’istanza fosse stata accolta, il 21enne avrebbe dovuto affrontare un processo sicuramente molto impegnativo che in caso di condanna poteva esporlo al rischio di un pesantissimo risarcimento per il danno d’immagine arrecato a una figura della popolarità della Leotta.

Consci di questo, gli avvocati Pini e Benedetti hanno depositato in vista dell’udienza una dettagliata memoria difensiva ribadendo punto per punto i motivi d’innocenza. E alla fine l’hanno spuntata con la sospirata archiviazione. «Da patito di calcio e delle trasmissioni dedicate, il giovane è rimasto colpito dall’avvenenza della conduttrice - spiega l’avvocato Pini - e quando gli sono arrivate queste immagini che la mostravano in tutta la sua bellezza ha pensato di metterle su internet non avendo, anche per l’età, cognizione del fatto che fossero state prelevate in modo illecito dal suo archivio. Reato senz’altro grave ma non commesso da lui, che si è fatto soltanto strumento di diffusione credendo fossero immagini libere. Da incensurato senza mai problemi con la giustizia, ha tirato un bel sospiro di sollievo: era finito inconsapevolmente in una cosa molto più grande di lui». —

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