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Emanuele Gozzi: «Innovazione e sostenibilità alla base di tutto»

S.L.

Il nuovo presidente traccia un quadro dove il benessere dei cittadini è al primo posto 

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l’intervista

«Modena a mio parere è una città sensibile sui grandi temi della rigenerazione e del risparmio energetico, ed è altamente competente sia a livello di forza lavoro che di attenzione degli enti preposti. Purtroppo, però, le potenzialità non sempre si esprimono al 100 per cento perché la burocrazia anche qui pesa e così perdiamo occasioni. Occorre fare di più».

L’ingegner Emanuele Gozzi, nuovo presidente della società modenese Ingegneri Riuniti S.p.a. sceglie con cura le parole con cui presentarsi alla città. Il successore dell’ultimo numero uno dell’azienda - Giuseppe Iadarola, passato a seguire i progetti di Fondazione di Modena - è entrato nella Spa di cui è anche socio nel 2002 e ora ha come vice Federico Salardi: «La nostra visione - continua Gozzi - resta quella sviluppata negli anni: umanistica, sostenibile, integrata e all’avanguardia».

Ingegnere voi fate progetti e gestite cantieri, qual è la situazione oggi?

«Il difficile e delicato periodo che stiamo vivendo a causa dell'emergenza sanitaria per il Covid-19 ci pone di fronte a tante incognite e a nuove sfide cruciali per il futuro. Occorre mettere da parte ogni timore e riprogettare modelli di sviluppo rispettosi dell'ambiente e che mettano al centro l'essere umano e il suo benessere. Ciò che da sempre sono i nostri valori e la mission, l’approccio multidisciplinare, olistico ed eco friendly insieme a innovazione e sostenibilità».

Con il passaggio di testimone ai vertici per voi cambia qualcosa?

«No, siamo in piena continuità visto che io ero il vicepresidente di Iadarola. Cercheremo, comunque, di migliorare sempre e ampliamo la gestione societaria anche a soci molto più giovani di noi. Oggi abbiamo 35 dipendenti e soci, di cui una ventina sono donne e l’età media è circa di 32 anni».

Attualmente lavorate a molti progetti?

«Sì per fortuna, sia pubblici che di ambito privato. Storicamente nasciamo, con i fondatori come Fermo Ferrari, per lavori pubblici, poi nel tempo sono calati e siamo passati ad attività come l’edilizia privata, il lavoro per società immobiliari, imprenditori e attività di efficientamento energetico. Ma ci occupiamo anche di servizi, infrastrutture, viabilità».

Vi siete occupati anche di progetti della Fondazione di Modena: non c’è conflitto di interessi con Iadarola?

«No, attualmente non lavoriamo con la Fondazione e Iadarola è uscito dalla società: è un libero professionista». —

S.L.

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