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Ferrari: «Non basta il piano casa per rilanciare»

Ferrari: «Non basta il piano casa per rilanciare»

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«Non basta il piano casa per gli under 40 per rilanciare l'Appennino. Così come non si può puntare solo sulla rinnovata appetibilità delle seconde case». Lo sottolinea l'ingegner Paolo Ferrari, ex presidente dell'associazione Sestola Crea e professionista nel settore immobiliare. «Un fondo regionale di 10 milioni per 119 comuni significa in media 85mila euro per ciascuno: non basta certo questo per rilanciare gli acquisti – osserva – allo stesso modo per le seconde case va affrontato un discorso organico che parta dalla tassazione iniqua che grava su di esse: Iva al 10% sul prezzo di acquisto, Imu e Tari onerosissime, costi fissi sull’energia e sui servizi a rete che superano largamente i consumi effettivi, per abitazioni che restano chiuse per gran parte dell’anno. Vogliamo cogliere l’opportunità che pare si manifesti? Si smetta di spremere la seconda casa come un limone per far quadrare i bilanci comunali, ci si approcci in modo diverso alla redazione dei bilanci stessi e alla gestione dei costi della macchina amministrativa». E qui Ferrari rilancia la questione fusione: «La Regione supporti le amministrazioni locali in un programma di efficientamento che premi i Comuni virtuosi così da consentire la riduzione delle imposte locali, incentivando l’unificazione dei servizi e la fusione dei Comuni. Accentramento della pianificazione urbanistica, dei servizi demografici e amministrativi, della promozione del territorio: sono queste le priorità, insieme a reti moderne e servizi adeguati alle mutate esigenze, guardando in particolare al target turistico delle famiglie». Ci sono scelte da compiere insomma, «perché se ci si illude che tutto arrivi gratis, senza un profondo processo di modernizzazione e un radicale cambio di mentalità, l’Appennino e il suo patrimonio abitativo resteranno fermi. Ma il succo del limone finirà».

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