Gli alberghi di Montese: «Più cicloturismo e scoprire la natura»
MONTESE
L’attesa è grande. Come le difficoltà ma anche la speranza di riuscire ad uscire in feretta dal tunne dell’emergenza, tornare alla normalità e subire meno ferite possibili. Anche a Montese gli albergatori si preparano per la ripartenza. «Ci sono perplessità per quanto riguarda le regole ancora non ben definite -sottolinea Ugo Picchioni, la cui famiglia è proprietaria dell’Hotel Ristorante Miramonti dal 1959- le parole d’ordine per l’estate credo che siano adattamento e prudenza. La perdita economica è stata considerevole. Il danno peggiore lo ha subito la nostra discoteca. Nel corso degli anni ho lavorato con diverse società sportive, portando in ritiro molti giovani a Montese. Mi chiedo spesso se e quando questo potrà ripartire. Per la montagna poter lavorare e ospitare società sportive era ed è diventata una grande opportunità economica e di valorizzazione nello stesso tempo del territorio».
«L’impatto del Coronavirus è stato devastante -concorda Silvana Lucchi, proprietaria di terza generazione dell’Hotel Ristorante Belvedere- per tutte le cerimonie e manifestazioni annullate. Soprattutto in occasione della Festa della Liberazione, che per Montese significava avere sul territorio molte persone interessate ai percorsi della Linea Gotica e al Museo di Iola che ospita i reperti della Seconda Guerra Mondiale. Ma non mi arrendo. Ho già acquistato un sanificatore ad ozono e sono pronta a ripartire. Non possiamo non guardare avnti con fiducia».
Per l’estate alle porte gli operatori di Montese pensano ad un turismo naturalistico, sostenibile e di prossimità: il centro appenninico offre molti sentieri che possono essere percorsi a piedi, a cavallo o in bicicletta. Ed è proprio su quest’ultima che Silvana Lucchi punta. «L’idea di proporre un servizio di noleggio E-bike, per turisti e residenti, mi è venuta per incentivare a venire a Montese anche fuori stagione. Ciò che propongo sono pacchetti o il semplice nolo della bicicletta. Vista la situazione incerta, per chi aveva già prenotato ho messo a disposizione voucher validi due anni».
Anche Ugo Picchioni punta a questo tipo di turismo e aggiunge: «Voglio puntare alle mountain bike, strutturando proposte per il weekend e infrasettimanali. Un altro punto di forza in questo frangente credo che siano le terrazze, il bellissimo panorama e l’ampio spazio. Sono al lavoro per valorizzare tutto ciò al meglio nel rispetto delle distanze. Mi rincuora e fortifica il fatto che clienti affezionati abbiano già manifestato il desiderio di tornare tra i nostri monti. È un segno di attenzione e fiducia in quello che facciamo che ci conforta». Puntare al cicloturismo è senza dubbio una strategia vincente, in un periodo in cui l’attenzione per tutto ciò che è sostenibile e responsabile è alta. Anche ora che Covid-19 ha imposto alla macchina turistica una battuta d’arresto, colpiscono sempre le immagini dei bellissimi paesaggi che pure il nostro Appennino regala. Ripartire dal territorio, oggi, può dare modo di scoprire quanto fascino si trovi anche a due passi da casa. Si spera, inoltre, che le seconde case e gli appartamenti vuoti possano tornare a popolarsi e le prenotazioni vanno in questa direzione: a questo proposito entrambi gli albergatori sottolineano che il servizio di take away sarà un punto imprescindibile per il nuovo modo di concepire il turismo e per essere sempre di più al passo con i tempi che cambiano. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google