Il cuore dei modenesi Donati all’Ausl quasi 3,5 milioni per l’emergenza Covid
Coinvolti privati cittadini, imprese, enti e associazioni del terzo settore Poco meno della metà è già stato speso per combattere il virus
il bilancio
In oltre due mesi i modenesi hanno donato all’Ausl quasi 3,5 milioni di euro per far fronte all’emergenza Coronavirus. Soldi giunti non solo dai privati cittadini, ma anche da associazioni e terzo settore, da aziende ed enti.
Di questa somma, 1,1 milioni sono stati già spesi nell’acquisto di dispositivi e tecnologie utili a migliorare l’assistenza e la sicurezza di operatori e pazienti, mentre il resto è stato finalizzato a progetti di lungo periodo.
È stato possibile realizzare alcune rilevanti progettualità, tra cui la struttura esterna del Pronto soccorso dedicato Covid all’ospedale di Vignola e il sistema di telemedicina per le Case Residenza Anziani, con l’acquisto di strumenti per il monitoraggio dei pazienti covid. Il 118 ha potuto acquistare un’ambulanza e un’automedica, mentre i Pronto soccorso di Mirandola, Carpi, Vignola e Pavullo sono stati rafforzati con 5 ecografi e 13 ventilatori polmonari. A Mirandola è arrivato anche un ecografo portatile per la Radiologia, ed è stato possibile noleggiare un prefabbricato esterno per espandere l’area di pre-triage.
Cinque nuove auto a disposizione delle Usca. Acquisiti anche 200 telefoni cordless e 110 cuffie per gli operatori del numero di riferimento del dipartimento di Sanità Pubblica. In tema di strumentazione tecnologica, da segnalare anche l’acquisto di 18 computer portatili e 175 tablet, utili per le videocomunicazioni tra i pazienti Covid e i loro famigliari. Ancora, 50 tra webcam e telecamere per videochiamate. Inoltre, sono stati acquistati 20.000 camici idrorepellenti ed è stato possibile reperire alloggi per il personale aggiuntivo arrivato da fuori regione.
I restanti fondi verranno finalizzati a diversi importanti obiettivi, tra cui: il controllo sistematico dei pazienti positivi, il miglioramento delle cure in ospedale con il minor rischio per gli operatori, nuove misure di controllo degli ingressi alle aree di cura, piattaforme innovative per la gestione dell’accesso ai servizi e sportelli dell’Ausl. Sono già in corso le progettazioni sul potenziamento della telemedicina (300mila euro), l’incremento della sicurezza tramite termoscanner (300mila euro), l’utilizzo di sistemi robotizzati per televisita tra diverse sedi sanitarie (300mila euro), l’acquisizione di 14 ecografi portatili in grado di diagnosticare con precisione patologie polmonari per le strutture deputate alla gestione pazienti domiciliari covid (140mila euro). Ulteriori investimenti, infine, saranno destinati a infrastrutture per la digitalizzazione dei percorsi sanitari con lo scopo di avvicinare le cure ai pazienti.
«Sono stato colpito da queste donazioni - dichiara il direttore generale Ausl Antonio Brambilla – li ringrazieremo uno ad uno». Brambilla è felice che si possa attuare così una nuova sanità «che punta ad essere più avanzata tecnologicamente, più efficace ed efficiente e, al contempo, attenta ai bisogni dei nostri cittadini grazie a percorsi che ci consentiranno di personalizzare le cure e di avvicinarle ai luoghi di vita delle persone».
Le donazioni in denaro si aggiungono alla generosità di coloro – e sono tantissimi – che hanno portato dispositivi di protezione, cibo, piccole strumentazioni, direttamente nelle sedi aziendali. «Nell’impossibilità di raggiungere tutti, a ciascuno va il nostro ringraziamento sincero», sottolinea l’Ausl. —
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