Modena. Dalla Miura alla Stradale in giro tra le icone E la Ferrari fa sfilare le Gran Turismo
MODENA Il Motor Valley Fest fa entrare gli appassionati, anche se solo virtualmente, in tre templi delle case automobilistiche: la Dallara Academy di Varano de Melegari, il MuDeTec-Museo delle Tecnologie Lamborghini di S. Agata Bolognese e il Museo Enzo Ferrari (Mef) di Modena.
Nel corso della visita in live streaming al Mef si è potuta apprezzare la mostra “Ferrari Grand Tour, un viaggio tra passione e bellezza”, vera e propria celebrazione della vocazione globale e della notorietà del marchio del Cavallino rampante. Di questo viaggio ideale le protagoniste sono alcune delle Gran Turismo più eleganti della Ferrari, legate ciascuna a una città. Il percorso di visita attraversa cinque portali multimediali che rappresentano altrettanti luoghi: Parigi, simboleggiata dalla 212 del 1952 che Roberto Rossellini regalò a Ingrid Bergman e a bordo della quale la coppia fece il viaggio di nozze; Londra, in mostra c’è una Dino 246 Gt simile a quella di Attenti a quei due; New York rappresentata dalla 250 Gt berlinetta passo corto, la Swb per gli inglesi, la “culo tondo” per i modenesi; Shanghai, è presente proprio la 612 Scaglietti protagonista di un tour di 15mila miglia in Cina e Abu Dhabi con la FF, la prima Ferrari a 4 ruote motrici. Grazie a immagini e audio evocativi del legame di Ferrari con ogni regione del globo, tali archi permettono al visitatore di vivere un’esperienza immersiva e sono il centro di onde di energia lungo le quali sono disposte le vetture. Il Grand Tour si conclude idealmente in Italia con la Ferrari Roma del 2019, l’ultimo capolavoro di Maranello, che reinterpreta in chiave contemporanea la raffinatezza e la classe della Dolce vita.
Il MuDeTec di S.Agata Bolognese ospita invece non solo le prime visionarie creazioni del genio di Ferruccio Lamborghini come la 350 GT, la Miura (la prima vettura supersportiva a motore centrale trasversale), una Countach Lp 500 del 1971 prototipo (verde!) e un’oltraggiosa per l’epoca LM 002, il primo Suv della storia. Il Museo propone al piano superiore anche le auto più recenti ed esclusive come la Centenario da 770 cavalli (realizzata per i 100 anni della nascita del fondatore), la Huracán Performante, la concept elettrica Terzo Millennio e la supertecnologica Aventador SVJ del 2019. Un vero e proprio Museo delle Tecnologie, dove l’affascinante storia e gli iconici modelli raccontano non solo oltre cinquant’anni di innovazione che proiettano Lamborghini verso il futuro. Il MuDeTec offre infatti anche esperienze interattive, grazie a un nuovo simulatore di guida e a una “brain room”, oltre a corsi di formazione. E alla fine del giro al Museo si possono visitare le linee di produzione della Huracan.
Anche la parmense Dallara Academy ha presentato ieri via web la sua “rampa espositiva” dove fianco a fianco si possono vedere la Haas di Formula Uno, la barchetta Dallara stradale e la vettura con la quale Fernando Alonso ha vinto la 24 Ore di Daytona, oltre a vetture di Formula Indy e Formula E. Giampaolo Dallara ha dato vita nel 1972 alla sua azienda, che oggi produce vetture da competizione ma fornisce anche consulenze per i grandi marchi che corrono in pista. La Dallara Academy, struttura dal design ardito inaugurata neanche due anni fa, non è solo un museo dinamico, visto che al piano inferiore dell’edificio che la ospita, a fianco della fabbrica vera e propria, si trovano i laboratori didattici per gli studenti. —
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