Modena. Se i piloti virtuali trionfano e quelli reali si schiantano Il circus della Z-Generation
Le gare e le esibizioni a colpi di joystick di Dallara, Ducati e Cavallino Rampante Pontremoli: «Già usiamo i dati delle prestazioni Esport per la Stradale da pista»
enrico ballotti
Non si può nascondere che vedere la Ducati di Danilo Petrucci “volare” alla San Donato, la prima curva del circuito del Mugello, rischia di far saltare le coronarie. Un “botto” spaventoso se non fosse che, in un attimo, ci si ricorda che quello sullo schermo è un videogame. Un videogame, figlio delle ultime tecnologie, ben fatto e realistico al cento per cento. Come giustamente ricorda Andrea Pontremoli, massimo dirigente della Dallara, si rischia «di scordarsi che si sta vivendo una competizione virtuale».
Il sabato del Motor Valley Fest digital si è concentrato soprattutto sugli Esports. Un circus che nel 2019 ha spostato più di un miliardo di dollari. Dato in crescita del 26,3% rispetto all’anno precedente. In più questa attrazione è diventata sempre più polare tra giovani e giovanissimi. Numeri e prospettive che hanno spinto diversi marchi prestigiosi ad entrare in questo particolare mondo. Compresi Ferrari, Ducati e Dallara che, ieri, hanno intrattenuto gli appassionati con alcune iniziative.
Ad aprire il pomeriggio la Dallara con la giornata finale dell’Esports Championship. A sfidarsi, alla guida di una Stradale rigorosamente virtuale, dodici ragazzi che nei mesi scorsi hanno guadagnato la qualificazione, a suon di giri veloci, all’evento del Motor Valley. In palio la possibilità di partecipare ad uno stage negli stabilimenti di Varano de’ Melegari. «Questa disciplina - sottolinea Gian Paolo Dallara - può ritagliarsi uno spazio importante nel post-Coronaviurs». Poi la rivelazione di Pontremoli: «Durante le qualificazioni dell’ultimo periodo abbiamo raccolto i dati delle prestazione Esports. Informazioni che ci saranno utili per sviluppare la Stradale reale, quella che sarà impegnata sui circuiti».
Dalle due alle quattro ruote il passo è breve, in particolare al Motor Valley Fest. Una gara lascia spazio all’altra e dalla Dallara Esports Championship in diretta da Spa Francorchamps in Belgio, ci si trova con un click al Mugello. È la Ducati Motorola e-Race che, ai blocchi di partenza, vede due piloti virtuali di punta con Andrea Saveri e Davide Gallina. Con loro ducatisti della pista reale: Danilo Petrucci, Michele Pirro e Francesco “Pecco” Bagnaia. Prove e gara prima sul tracciato del già ampiamente citato Mugello e poi a Misano. «Quanto son forti i professionisti del joystick? », se lo chiede Pecco Bagnaia. E infatti il mini-mondiale è stradominato da Saveri che nel 2019 si è aggiudicato il Mondiale Easports e che da quest’anno è pilota ufficiale di Borgo Panigale. I due eventi, Dallara e Ducati, hanno avuto anche lo scopo di raccogliere fondi per gli ospedali di Parma e Bergamo oltre che per il Sant’Orsola di Bologna.
Grazie al solito click il viaggio spazio temporale continua per il momento clou della giornata. Da Misano alla vicina Imola dove in pista c’è il sim driver Enzo Bonito del FDA Hublot Esports Team che fa capo all’Academy Ferrari. In studio la cronaca è affidata a Roberto Chinchero, voce-tecnica di SkyF1, e a David “Tonzilla” Tonizza che è l’attuale campione del mondo F1 Esports. Sulla pista virtuale tre Ferrari: 488, 812 Superfast e la mitica F40. Tutte virtuali, ma ugualmente bellissime (F40 in particolare). Mentre Bonito propone, a ripetizione, drift dal mondo digitale, “Tonzilla” regala qualche “chicca” su quanto il mondo Esports sia simile a quello reale: «Per esempio è fondamentale scaldare le gomme. La temperatura è importante come sul vero asfalto. Serve tante esperienza per riuscire a garantire le performance migliori». Quindi una piccola, quanto interessante, differenza: «Nel simulatore non c’è il rischio, non si pagano i danni delle auto che si distruggono. Per questo appena si entra in pista l’obiettivo è quello di tirare il mezzo al limite. Di raggiungere il massimo. Discorso diverso, invece, nella vita reale. Il rischio, in questo caso, è parecchio e quindi bisogna fare molta attenzione e prendere confidenza pian piano con l’asfalto». —
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