Rio Secco, opposizioni «Tutto di nascosto»
Forte: «Consiglieri esclusi da ogni informazione» Bonezzi: «Emergenza traffico, conferenza di servizio»
SPILAMBERTO
La scoperta dell'affare fatto dalla società Immobiliare “Spilamberto Nord” (ex Piacentini) con la vendita dell'area Rio Secco ha fatto infuriare i consiglieri di minoranza.
La compravendita, di cui il Comune di Spilamberto era parte interessata per incassare 260 mila euro di Imu arretrata, è stata siglata a Milano l'8 maggio scorso.
Una volta concluso il contratto neppure giovedì sera 14 maggio, durante il consiglio comunale, il sindaco ha comunicato l’accaduto ai consiglieri. «Abbiamo scoperto che tutto era stato accordato, comprese le autorizzazioni a costruire – dice indignato Maurizio Forte, capogruppo di Prima Spilamberto (centrodestra) – dall'articolo della Gazzetta. Questo è indecente ma da tempo il sindaco Costantini è abituato a disprezzare le minoranze e i loro elettori compiendo scelte di enorme rilevanza senza informare nessuno. La stessa scelta la fece al momento della variante per il Rio Secco, nel 2018, quando ci presentò un documento di oltre 300 pagine a poche ore dall'approvazione in consiglio. Bene, ci siamo astenuti per protesta. Ma chi è che sa che per far tornare i conti nella quota di verde pubblico è stato conteggiato come verde anche un gigantesco parcheggio? Quanto al silenzio sulla vicenda mi chiedo perchè non ha fatto neppure una commissione riservata».
Omer Bonezzi, consigliere della Lista Cittadini per Spilamberto, non nasconde la sua delusione. «Hanno fatto tutto da soli – dice – Bene, mi piacerebbe sapere come la mettiamo con il fiume di traffico di camion e furgoni che si riverserà sul paese? È indispensabile una conferenza di servizio con gli altri Comuni della zona per evitare altri incidenti in una zona già sovraccarica. E poi l'inquinamento: che si aspetta a mettere una centralina di rilevazione? Negli studi preliminari si sono presi per buoni i dati di quella di Modena in via Giardini».
Amarezza anche tra gli esponenti del Comitato No Amazon, che si stanno battendo da due anni. «Il sindaco non può trattare così i suoi cittadini – dice Maddalena Vandini – Noi non ci arrendiamo e controlleremo passa per passo che vengano rispettate le leggi a tutela della salute dei cittadini. Avremmo da tempo voluto fare un'assemblea pubblica ma con il Covid sono vietati gli assembramenti: non appena sarà possibile faremo un'assemblea pubblica per dire agli spilambertesi quello che lui ha nascosto».
S.C.
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