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a solara di bomporto 

Rogo nell’azienda agricola: 1500 rotoballe in fumo

Rogo nell’azienda agricola: 1500 rotoballe in fumo

Le fiamme distruggono un fienile: salve le 230 mucche del Parmigiano Reggiano I proprietari: «Sarà stata autocombustione, eppure avevamo controllato tutto»

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BOMPORTO

Le mucche - nell’azienda agricola ce ne sono 230 - sono salve e potranno continuare a garantire latte di elevata qualità, utile per la produzione di Parmigiano Reggiano. È forse l’unico aspetto positivo di una mattinata drammatica all’azienda agricola della famiglia Bellei di Solara, nella zona di Prati Livelli.

All’alba un vasto incendio ha infatti distrutto un capannone che custodiva circa 1500 rotoballe, fieno di elevata qualità come del resto impone il disciplinare di vendita per i caseifici che producono il formaggio più popolare al mondo. Le cause del rogo sono ancora da definire e si dovrà attendere una dettagliata relazione dei vigili del fuoco ma l’ipotesi al momento più accreditata è quella dell’autocombustione.

In pochi minuti le fiamme hanno attecchito su tutto il fieno, sprigionando un fortissimo calore e generando un fumo nero visibile a diversi chilometri di distanza. Le prime squadre intervenute - nel corso della giornata, insieme ad alcuni agricoltori vicini, si sono alternati i pompieri di San Felice, Carpi, Modena e i volontari di Finale e Mirandola che dovranno comunque restare a controllare anche tutte le operazioni di smassamento - si sono trovate di fronte ad una situazione piuttosto complicata.

Come priorità si è puntato a circoscrivere le fiamme: ad una distanza limitata, infatti, c’è un altro deposito di fieno e anche un impianto di biogas di cui l’azienda agricola si è dotata negli anni per entrare nel pieno progetto di economia circolare. La stalla delle mucche è invece piuttosto lontana e gli animali non sono mai stati in pericolo anche se tra i primi pensieri c’è stato anche quello di andare a verificare il loro benessere. Sul posto, nel corso della mattinata, sono intervenuti anche i carabinieri di Bomporto per prendere informazioni sull’accaduto, l’Ausl e Arpae per effettuare alcuni controlli sulle emissioni in atmosfera. Serviranno comunque alcuni giorni prima che l’intervento venga considerato concluso, ma al momento l’attività produttiva della famiglia Bellei non sembra essere in pericolo.

«Un po’ di foraggio lo abbiamo da parte - ammettono i proprietari che vivono nella casa colonica dell’azienda - e speriamo di poter arrivare fino al prossimo sfalcio. Intorno alle 6 ci siamo accorti dell’incendio. La sensazione è che le fiamme si siano generate per autocombustione. Abbiamo una centralina collegata alla rotopressa che imballa il foraggio: è un sistema che ci segnala lo stato di umidità del fieno. L’abbiamo controllata ai tempi dello stoccaggio e non c’erano dati preoccupanti, il fieno risultava secco e quindi pronto per essere messo nel fienile. Ma vai tu a capire se qualche balla meritava di restare un giorno in più nel campo a seccarsi... Con il senno di poi si poteva forse avere più accortezza, ma inizi a pensarci soltanto quando ti trovi di fronte a questa situazione, che di sicuro ci mette in grossa difficoltà: tutto il primo sfalcio è andato bruciato. Il danno? Non è ancora possibile da quantificare».

. “Fortunatamente - dice il presidente di Coldiretti, Luca Borsari arrivato in visita – la stalla è rimasto intatta. Ciò consente di tenere al riparo gli animali, di poterli mungere e di raccogliere il latte da destinare alla vendita e non interrompere la produzione. Quello che è urgente ora è fronteggiare l’emergenza dell’alimentazione degli animali che non possono stare a digiuno». —

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