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«Rete di emergenza, sì alle superstrade ciclabili Ma per farle serve tempo»

«Rete di emergenza, sì alle superstrade ciclabili Ma per farle serve tempo»

Il consigliere Pd Diego Lenzini: «Con le ultime modifiche  al codice della strada faremo un grande passo avanti nella progettazione»

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«Finalmente, una piccola modifica al codice della strada permetterà di fare un enorme passo avanti nella progettazione della nostra rete di ciclabili. Quello della “casa avanzata”, ma soprattutto la possibilità di realizzare ciclabili in carreggiata stradale, sono modifiche normative che permetteranno di migliorare sensibilmente la velocità, la sicurezza e la manutenzione delle nostre ciclabili». A dirlo è Diego Lenzini, consigliere comunale e responsabile Trasformazione urbana del Pd modenese, che commenta così le novità contenute nel Decreto rilancio: «Abbiamo letto con interesse le proposte del meteorologoLombroso e degli urbanisti Zanfi e Agnoletto sulla rete di mobilità di emergenza. Sono proposte di buon senso e per larghissima parte sovrapponibili alla visone di mobilità dolce che da anni ormai portiamo avanti nel Pd modenese. Temi già urgenti negli ultimi anni, ma che dopo questa emergenza rappresentano un aspetto fondamentale nel ridisegnare le abitudini in termini di mobilità. Un’occasione da cogliere per non tornare ad un modello da superare. Ora è prioritario analizzare i progetti immediatamente cantierabili e realizzabili nel breve periodo per poter usufruire dei finanziamenti che il Decreto rilancio metterà a disposizione e cogliere le modifiche al codice della strada per realizzare le direttrici di spostamento che permetterebbero di muoversi rapidamente e in sicurezza con bicicletta o piccoli veicoli elettrici. Saranno superstrade per biciclette che porteranno questi mezzi ad essere competitivi con l’auto privata. Condividiamo la necessità di rivedere con urgenza gli investimenti, dando anche priorità a ciclabili urbane con alto carico di attraversamento o l’importanza espressa da Fiab su alcune direttrici da realizzare, come quella di Buon Pastore. Un dibattito che per una volta ci vede tutti concordi sulla visione e sulle priorità, deve però avere alla base la concretezza e la consapevolezza di non poter realizzare quanto previsto in un piano di 10 anni in una sola estate. Pedonalizzare senza conoscere i bisogni di residenti ed esercizi commerciali rischia di essere controproducente, e non basta una striscia a terra per rendere la morfologia della carreggiata sicura e veloce». —

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