«Rimettere al centro i servizi alla persona e tutelare le lavoratrici»
Non contrapporre le esigenze delle famiglie a quelle delle educatrici, e allo stesso tempo rimettere la persona al centro. Obiettivi molto importanti per la Cisl Emilia centrale, che interviene così sulla questione ni: «Nella sua storia - spiega il sindacato - la Cisl non si è mai tirata indietro quando si è trattato di affrontare periodi difficili e cambiamenti. Non saremo timorosi neanche oggi, perché vogliamo essere sempre più vicini alle persone che rappresentiamo». Il sindacato di palazzo Europa chiede quindi un confronto in tempi rapidi, al quale promette di portare proposte e idee esclusivamente sindacali, «senza polemiche strumentali con questo o l’altro schieramento politico. La cornice entro cui muoversi - aggiunge la Cisl - sono il Patto per lo sviluppo e il recente accordo che abbiamo siglato sul Bilancio comunale. È necessario recuperare un coinvolgimento ampio delle rappresentanze sindacali e di tutte le lavoratrici del settore, che hanno fatto grandi i servizi educativi di Modena». Secondo il sindacato, inoltre, «bisogna continuare a investire sulle loro professionalità, affinché possano soddisfare i mutati bisogni educativi delle famiglie modenesi, sulle quali questa crisi sta pesando non solo in termini economici, ma anche sociali, di cura e conciliazione vita-lavoro. Poiché i servizi educativi devono continuare a essere un alleato delle famiglie con figli, è necessario che il Comune esplori, anche nel confronto con il governo, ogni strada utile per recuperare risorse ed efficienze che rafforzino il patto educativo sul territorio». Per la Cisl la relazione educativa deve partire da due elementi fondamentali: «Da una parte il riconoscimento e rafforzamento della professionalità degli insegnanti-educatori, dall’altra un ruolo forte dell’ente pubblico, in sinergia con tutte le realtà del territorio. Per questo, è sbagliato contrapporre le esigenze delle famiglie a quelle degli insegnanti, ingiustamente dipinti come una categoria arroccata nella difesa di privilegi. Abbiamo bisogno, invece, di rimettere al centro la persona e considerare l’educazione-formazione dei bambini come uno dei motori essenziali della ripartenza, a maggior ragione nel contesto attuale e con i cambiamenti in atto». —
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