I piloti del “drifting” subito in pista «Nel pieno rispetto delle regole»
La particolare disciplina dei motori già protagonista all’autoporto Giovanardi: «Da parte nostra grande attenzione alla sicurezza»
la curiosità
Daniele Dei
C’è un’attività sportiva che è riuscita ad anticipare la “riapertura” di ieri concessa dal Governo: è quella del “drifting”, uno sport automobilistico di nicchia in cui non vince il più veloce ma il più abile a superare gli ostacoli. All'autoporto di Sassuolo esiste la Scuola Nazionale di Drifting affiliata Uisp, dal 2011 punto di riferimento italiano del settore. Sabato e domenica scorsi sono riprese le attività in pista, quindi prima degli allenamenti di gruppo e delle palestre. «Prima di ripartire abbiamo consultato chi di dovere per avere la certezza di essere nel giusto - spiega Roberto Giovanardi di Formigine, presidente dell'associazione - quindi ci siamo rivolti alla Uisp, poi alla Polizia municipale di Sassuolo e infine all'Ufficio Sport del Comune. Vedevamo che alcune discipline, come il tennis e l'equitazione, avevano ricominciato. Ci siamo interrogati sulla natura del nostro sport e abbiamo fatto delle valutazione assieme a un nostro associato che si intende di giurisprudenza. Alla fine abbiamo messo in atto tutto quello che serviva, dal distanziamento alle norme di igiene, prendendoci la responsabilità di una riapertura antecedente al 18 maggio ma con cognizione di causa e leggendo i decreti con la dovuta attenzione». La ripartenza del drifting a Sassuolo è stata comunque soft: la pista (che si sviluppa su un’area grande come due campi di calcio) è frequentata da piloti e corsisti provenienti da tutta Italia e la maggior parte dei 600 tesserati arrivano da fuori regione. Per questo nel weekend la riapertura ha interessato solo i tesserati emiliani e romagnoli con comunque una buona risposta: sabato si sono presentati sette piloti nell'arco della giornata e anche ieri già al mattino c’era chi era venuto a girare. «Nel fine settimana appena trascorso abbiamo dato la possibilità di accedere alla pista solo a chi aveva un po’ di esperienza - prosegue Giovanardi - quindi con il proprio veicolo e senza l’istruttore a fianco. Nei nostri corsi infatti affianchiamo gli allievi su vetture speciali che hanno un freno sul lato del passeggero. Abbiamo utilizzato un canale via radio per comunicare con i piloti e riorganizzato i box con distanze di almeno 4 metri tra un veicolo e l’altro». Insomma, un esempio da seguire anche per gli altri che man mano ricominceranno a riprendere le loro attività sportive.
«Ogni driver scendendo di macchina si è rimesso la mascherina - conclude il presidente dell’associazione - ne abbiamo anche con disegnata la bandiera a scacchi, per sdrammatizzare il momento e mostrare la grande voglia di ricominciare». —
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