Ampliamento dell’Inalca via libera da parte del Comune
Nella nuova ala troverà posto la rinnovata linea di produzione che si sdoppia producendo anche lavorazione per ossa e carni di scarto. Polemiche azzerate
CASTELVETRO
L'ampliamento dello stabilimento Inalca si farà. Nei giorni scorsi è arrivata la licenza edilizia per la costruzione della nuova ala che arriva a toccare il torrente Guerro, con le nuove linee di lavorazione delle carni, comprese ossa e parti di scarto.
È questa la decisione contenuta in una delibera di autorizzazione per ampliare lo stabilimento attuale che nei mesi scorsi ha sollevato molte polemiche, riattivando l'opposizione del Comitato No Biogas . Ques’ultimo nel 2012 si era battuto contro l'installazione di un impianto che avrebbe dovuto produrre olio combustibile dal grasso scartato per alimentare i motori che già funzionavano a metano per produrre energia elettrica e termica.
All’epoca il ricorso al Tar del Comitato e una petizione sostenuta dal Movimento Cinque Stelle e diverse forze hanno bloccato l'iniziativa.
Questa volta però l’Inalca si è mossa per tempo. Con le autorizzazioni dell’Arpa in mano e le valutazioni dei tecnici è tornata alla carica per un’operazione che ha un obbiettivo dichiarato: il rinnovo e l'ampliamento di una linea di produzione che sarà sdoppiata per ampliare del 4% la produzione di carni lavorate. In ogni caso, ha sempre assicurato l’azienda di Cremonini, si tratta di un adeguamento tecnologico perchè i macchinari attuali sono invecchiati e non più efficienti. E i problemi degli odori che potrebbero nascere dal nuovo impianto?
«La scelta di concedere l'autorizzazione mi sembra un atto dovuto e anche opportuno – commenta il sindaco Fabio Franceschini – Qui a Castelvetro c'è un’azienda che ha dimensioni internazionali e che per rimanere competitiva deve aggiornare i suoi impianti. Quanto alle preoccupazioni ambientali direi che abbiamo svolto una conferenza di servizio con gli enti interessati a cui hanno partecipato in prima persona anche i rappresentanti del Comitato che si batteva contro il nuovo impianto. Abbiamo risposto a tutte le domande e i disastri che venivano ipotizzati hanno avuto risposte tecniche: non ci sono problemi per l’ambiente. E dal punto di vista urbanistico nemmeno perchè quella zona è destinata a uno sviluppo industriale».
Quanto ai dettagli del fabbricato è l'ingegner Caula per conto del Comune che li chiarisce: «Rispetto ai progetti non si tratta di grandi ampliamenti ma solo di modesti incrementi rispetto agli spazi esistenti. L'area coperta per il trattamento del nuovo impianto di trasformazione dei residui zootecnici è di 1.381 metri».
Masticano amaro i promotori del Comitato No Biomasse che protestano per essere stati ignorati e non aver avuto le garanzie richieste per la salute pubblica. «In ogni caso – dicono gli oppositori al progetto - si vedrà a impianto finito se ci saranno cattivi odori e puzze in aggiunta alle altre che spesso d’estate rendono l'aria irrespirabile. Resteremo vigili». —
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