Ogni giorno saccheggiavano le isole ecologiche: 7 arresti
Blitz in microaree e case: in carcere membri di note famiglie della comunità sinti Su furgoni, in orari d’apertura, caricavano tv e lavatrici: 321 furti e due rapine
Quasi una volta al giorno, per più di un anno, andavano con i loro autocarri in due isole ecologiche di Modena a fare shopping gratuito di lavatrici, televisori, condizionatori, caldaie, batterie esauste. Poi, noncuranti del personale Hera che cercava di intervenire, si allontanavano, uscendo con le buone o con le cattive, e andavano a piazzare il loro carico di metalli preziosi da ricettatori compiacenti.
Adesso la loro spesa, il loro giro di affari è stato stroncato dal Nucleo investigativo dei carabinieri, guidato dal tenente colonnello Paolo Bigi: in manette sono finite sette persone tutte appartenenti alla comunità sinti, conosciute famiglie nomadi che stazionano nelle microaree in città e a Castelnuovo. Grazie ad un lavoro certosino fatto di paziente raccolta di testimonianze, di confronti, di riscontri effettuati sui cellulari e altri rodati metodi “tradizionali”, i militari sono riusciti ad incastrare sette uomini, italiani dai 26 ai 47 anni, una banda a cui vengono attribuiti ben 321 furti e due rapine improprie, con un asporto complessivo di decine e decine di tonnellate di materiali come ferro, rame e piombo, che possono essere venduti per il loro riciclaggio.
Il periodo d’indagine è durato oltre un anno, dalla fine del 2018 agli inizi del 2019. I carabinieri hanno raccolto le denunce, piuttosto dettagliate, che venivano da Hera e che svelavano il modus operandi dei questi ladri di “rifiuti preziosi”. Due erano i posti preferiti dalla banda: l’isola ecologica La Calamita in via dello Sport e Il Magnete in via Mattarella. Quello che ha accomunato tutti i 323 colpi è l’assoluta sfrontatezza di questi ladri, perchè ogni saccheggio avveniva non di notte o nei momenti di chiusura, bensì in pieno giorno, durante i normali orari di apertura al pubblico.
Di solito si presentavano in coppia, con un furgone capiente, e iniziavano a caricare quello che trovavano, dal frigorifero alla caldaia. Spesso prendevano anche rifiuti speciali, come le batterie esauste, per le componenti in piombo, per poi gettare via gli acidi contenuti arrecando gravi danni all’ambiente. Una volta caricato il tutto, affrontavano il personale Hera che ovviamente interveniva cercando di farli desistere: tutte le volte volavano urla e minacce esplicite e, almeno in due casi, vi sono state condotte violente ai danni dei dipendenti. I militari, come accennato, sono partiti da descrizioni e racconti, dai numeri di targa dei furgoni (sebbene spesso rubati), dai riscontri ottenuti in base al controllo del territorio su spostamenti dei sospettati e alla fine hanno messo in scacco l’intera banda, facendo scattare le manette.
Arresti convalidati, già effettuato l'interrogatorio di garanzia, cinque sono in carcere e due ai domiciliari. Il blitz ha visto impegnati una cinquantina di uomini e ha interessato due microaree e tre appartamenti, con l'ausilio della Forestale e dell’elicottero del comando di Forlì. —
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