«Bene il sistema integrato Stop al massimo ribasso: i bandi premino i progetti»
La referente del settore sociale Catia Toffanello: «Aprire un confronto serio e senza pregiudizi con Comune e sindacati»
«La ripresa ha bisogno della presenza di uomini e donne al lavoro. Molte ricerche ci dimostrano che ad essere penalizzate in questa crisi sono principalmente le donne, che se da un lato sono in prima in linea in molte professioni legate ai servizi essenziali, dall’altro faticano a rientrare al lavoro in quanto si devono far carico della gestione dei figli». Catia Toffanello, referente del settore sociale di Legacoop Estense, interviene sulla ripartenza dei servizi educativi per l’infanzia. Servizi in cui la cooperazione sociale ha, da sempre, un ruolo cruciale, che soprattutto in questa fase necessita di essere valorizzato.
«Quello che chiediamo da tempo è il rispetto di un sistema di servizi integrato pubblico-privato a forte regia pubblica - aggiunge Toffanello - che deve mantenere in capo la programmazione, ma al contempo deve garantire una pluralità di gestione in particolare al mondo no profit. La cooperazione sociale in questi anni ha saputo dimostrare una grande capacità progettuale con ottimi risultati dal punto di vista qualitativo, come evidenziano le diverse indagini di qualità fatte all’interno dei servizi. Le cooperative hanno investito in termini di formazione e di risorse economiche: ad esempio, molti servizi sono nati grazie a project financing e hanno saputo incrementare la flessibilità di molte prestazioni, senza mai cedere sulla qualità».
Toffanello ritiene che le cooperative sociali possano giocare un ruolo centrale nella ripartenza. «Quello che chiediamo, a maggior ragione oggi - riprende la referente del settore sociale di Legacoop - è poter investire maggiori risorse nei servizi, attraverso affidamenti e gare d’appalto che devono premiare la progettazione e non la parte economica, evitando il massimo ribasso. Questo ci permetterebbe di poter dare il giusto riconoscimento economico e normativo ai tanti educatori che in questi anni si sono spesi in formazione continua e universitaria per rispondere al meglio alle nuove esigenze dei bambini. Auspichiamo, quindi, l’apertura di un confronto serio e senza pregiudizio con la pubblica amministrazione e le parti sociali, per poter dare le risposte adeguate ai bisogni dei più piccoli e delle loro famiglie». —
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