I progetti modenesi vincenti contro Covid
Otto aziende hanno ottenuto i fondi per sviluppare le idee e le ricerche giudicate efficaci per contrastare l’epidemia
Sono sette (più una) le imprese con sede nella provincia di Modena che otterranno un contributo dalla Regione Emilia-Romagna, la quale ha promosso progetti di ricerca e sviluppo sperimentale per la messa a punto di prodotti, servizi, soluzioni tecnologiche utili a contrastare l’epidemia da Covid-19.
Si tratta di NCS di Carpi, Safe, CTF service, Cima, Egicon di Mirandola, A.F. Frigo Impianti di Bomporto, Pikkart di Modena. Quest’ultima ha ricevuto 119.500 euro dalla Regione per Telehealth, un progetto di assistenza ambulatoriale da remoto.
Sono tante le soluzioni innovative studiate da aziende e da laboratori di ricerca in risposta a questo bando della Regione. I primi 30 progetti ammessi a contributo, dal costo complessivo di 4,2 milioni di euro, verranno finanziati dalla Regione attraverso Fondi europei (Por-Fesr) per un totale di 3,1 milioni di euro. Alle imprese modenesi che otterranno un contributo in questa prima tranche andranno complessivamente circa 750 mila euro, un quarto del totale. Anche Aferetica, che ha da poco trasferito la sede a San Giovanni in Persiceto, e che ha comunque il cuore sempre a Mirandola, ha avuto 117.600 euro per i suoi studi su una proteina che può essere identificato come marcatore per la diagnosi precoce di sovrainfezioni batteriche in pazienti affetti da Covid-19.
Sono stati 199 i progetti presentati da parte di imprese e laboratori di ricerca da Piacenza a Rimini, per un valore complessivo di oltre 25 milioni di euro e un contributo richiesto di 19,5 milioni.
«Oggi a soli 30 giorni dall’annuncio del bando - afferma l’assessore regionale allo sviluppo economico Vincenzo Colla - siamo già in grado di dare il via libera ai primi 30 progetti. L’alto numero dei partecipanti dimostra ancora una volta che l’Emilia-Romagna è un territorio ricco di saperi, creatività e competenze tecnico-scientifiche di valore assoluto. La rete di Università, laboratori di ricerca, start up e piccole imprese innovative rappresenta un patrimonio fondamentale che ci permette di tenere le migliori competenze intellettuali nel sistema produttivo e creare ulteriore lavoro di qualità, pianificando così un futuro sostenibile e una nuova filiera strategica per la nostra regione».
I progetti saranno monitorati e dovranno concludersi entro 6 mesi dall’approvazione del finanziamento e i risultati dovranno consentire lo sviluppo di soluzioni concrete e di tempestiva applicazione, che possano avere la più ampia diffusione e ricaduta su tutto il territorio regionale. Tra i progetti presentati uno propone ad esempio una pellicola che, trattata con nanotecnologie, sia in grado di acquisire anche caratteristiche antibatteriche e antivirali mentre un altro si propone di sviluppare una macchina che consentirà di confezionare gel disinfettante in bustine monodose innovative facilmente apribili. —
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