Nidi, i sindacati non mollano: «Sistema educativo a rischio»
Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro urgente al sindaco sulle esternalizzazioni: «Scelte che non possono essere portate avanti con accelerazioni e strappi»
Prima il botta e risposta sulla stampa, poi le lettere che invitavano a fermare tutto e riflettere, quindi il flash-mob in piazza Grande con raccolta e invio di 244 cartoline per dire noi alle esternalizzazioni. E se dall’altra parte si è deciso di tirare dritto, a farlo sono anche i sindacati, che ora chiedono al sindaco un incontro urgente. Anche dopo il via libera della giunta alla cessione di due nidi comunali alla Fondazione Cresciamo, non si ferma la battaglia di Cgil e Cisl per la difesa dei servizi comunali 0-6 anni. Questa volta, però, a parlare non sono le sigle della funzione pubblica, ma i sindacati confederali, per la prima volta anche con la Uil, che si unisce alle segreterie di Cgil e Cisl nella richiesta di un confronto urgente con il primo cittadino: «Congiuntamente alle categorie del pubblico impiego e della scuola - fanno sapere i tre sindacati - abbiamo inviato un’urgente richiesta di incontro al sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e all’assessore Grazia Baracchi sul modello gestionale 0-6. Da settimane abbiamo manifestato pubblicamente la nostra contrarietà al percorso di esternalizzazione dei nidi del Comune di Modena: non condividiamo l’equazione tra esternalizzazione e innovazione, crediamo fortemente nei servizi pubblici a gestione diretta e nel loro rilancio».
I sindacati confederali ricordano quindi che «questo drammatico periodo ci ha insegnato proprio questo, quanto cioè sia fondamentale per la vita e la salute dell’intera comunità una presenza forte e centrale del pubblico. Al sindaco e all’assessore - incalzano Cgil, Cisl e Uil - chiediamo di aprire urgentemente un confronto, che sia davvero serio ed approfondito a differenza di quanto sino ad ora avuto, perché la strada delle esternalizzazioni porta anche al rischio di creare lavoratori e lavoratrici di serie A e di serie B, con condizioni contrattuali e retributive diverse tra loro. Non può e non deve essere così».
I sindacati fanno quindi notare che la gestione della vicenda è stata negativa soprattutto dal punto di vista del confronto: «Cgil, Cisl e Uil con le loro categorie non possono essere lasciate fuori da questa discussione - spiegano ancora le segreterie - perché, come scriviamo nella richiesta inviata al Comune, il futuro del modello gestionale, capace di garantire la salute e la sicurezza dei bambini, delle lavoratrici e delle famiglie, di investire sugli organici, sugli spazi, sulla formazione, sui rapporti numerici, e di rendere coerente, attraverso un percorso condiviso, i servizi erogati con le esigenze emergenti anche alla luce dell’emergenza sanitaria, passa necessariamente dalle condizioni delle lavoratrici e del settore. Noi in questa discussione dobbiamo e sappiamo starci - incalzano i tre sindacati - scelte di questa portata non si possono portare avanti attraverso strappi e accelerazioni. Perché ne va della tenuta del sistema integrato così come lo conosciamo oggi, della condizione di lavoro delle operatrici e della qualità del servizio erogato alle famiglie, ai bambini ed alle bambine modenesi».
Una questione che resta sul tavolo del primo cittadino, insomma, anche dopo la risposta che Muzzarelli stesso ha inviato via e-mail alle 244 cartoline che “tate” e sindacalisti gli avevano inviato nel giorno della protesta in piazza Grande.
Nel frattempo, la giunta si prepara a portare in Consiglio la delibera che di fatto avvierà il percorso di “Modena Zerosei”, il nuovo sistema educativo integrato «che vuole raccogliere tutti i soggetti che operano nel campo educativo in una prospettiva comune di sostenibilità, qualità ed innovazione», come spiegato dall’assessore Baracchi dopo l’approvazione nella seduta di dieci giorni fa. Ora la delibera che darà vita al progetto è pronta per sbarcare in Consiglio comunale, dove probabilmente sarà illustrata nella seduta di giovedì 28 maggio. —
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