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Vicolo Babbini protagonista nel nuovo giallo di Claudio Nizzi

Daniele Montanari
Vicolo Babbini protagonista nel nuovo giallo di Claudio Nizzi

Il “papà” di Tex Willer ha scritto l’opera ambientata in paese L’editore Iaccheri: «Un omaggio al centro per ripartire»

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PAVULLO

“Ci sono posti che sembrano fatti apposta per un delitto” diceva Robert Louis Stevenson. Vicolo Babbini a Pavullo non sarà fra questi, ma di certo la lunga scalinata a gradoni che collega via Giardini e via Mercato, in pieno centro, un po’ d’inquietudine può trasmetterla, soprattutto in certe notti buie e nebbiose, tra la fioca luce dei lampioni e le alte pareti degli edifici che stringono il passaggio. Tanto che c’è chi ha pensato di ambientarvi un bel giallo, affidandolo a una gran penna. Il romanzo si chiama, manco a dirlo, “L’orrendo delitto del vicolo Babbini”, ed esce oggi per mano dell'editore pavullese Adelmo Iaccheri, anima della libreria “La Sorgente”. Nasce con tre “padri”, a diverso titolo. Da una parte lui, Adelmo, che da tanto tempo desiderava dedicare un’opera inedita di narrativa al paese in cui lavora da 37 anni. Poi il prof Andrea Pini, autore di tanti scritti per lui, che partorendo il suggestivo titolo ha cullato a lungo l’idea di una storia all’altezza, poi mai concretizzata. E chi poteva riuscire meglio nella missione del fiumalbino Claudio Nizzi? Il leggendario sceneggiatore di Tex Willer (158 storie: l’ultima, “L’odissea della “Belle Star” è in edicola) negli ultimi tempi ha dato prova anche di egregio talento romanzesco con i cinque libri dedicati a Borgo Torre, fantomatico paesino in cui si riconoscono abbondanti tratti fiumalbini. Nel pubblicarli tutti, Adelmo gli ha strizzato l’occhio invitandolo più volte a pensare a una trasferta a Pavullo del suo talentuoso maresciallo dei carabinieri Lello Caruso. E finalmente ce l’ha fatta, con questa storia ambientata nei primi anni ’50 che inizia in modo spiazzante: una mattina un operaio nell’uscire di casa vede lungo vicolo Babbini sette sacchi di yuta abbandonati nella notte, e all’interno vi scopre il cadavere di una ragazza tagliato in sette pezzi. Immediato l’allarme ai carabinieri: il maresciallo Torrisi per risolvere il giallo chiederà aiuto appunto all’amico Caruso. «Adelmo mi è simpatico, e ha insistito tanto che non potevo dire di no - sottolinea l'81enne Nizzi - lui aveva il titolo e io gli ho dato il romanzo: un noir come piace a me, senza calcare la mano ma con belle emozioni e una sana dose di ironia. Sono 60 anni che scrivo roba popolare: so cosa vuole la gente. Per me è stato molto stimolante cimentarmi con un ambiente diverso, e ringrazio per il supporto che mi è stato dato nel ricostruire la Pavullo di quegli anni».

«Merito di Alberto Pini - precisa Adelmo - che da ex bibliotecario ci ha dato indicazioni storiche precise, ricordandoci ad esempio che la tenenza dei carabinieri allora era dove c'è la sede dell’Unione, che nella piazza del municipio era in auge il bar “la Marcolini”... E poi sono citate altre realtà simbolo, a partire dal Pinone. Sapevo che sarebbe venuto un bel lavoro: da subito l’ho immaginato come un tributo al paese in cui lavoro da tanti anni nella speranza magari, grazie alla fama di Claudio, di richiamare visitatori incuriositi da vicolo Babbini. Ma oggi, con le difficoltà che tutti stiamo vivendo, questo vuole essere anche un atto d’amore per il centro. Uno stimolo per tutti a credere nelle nostre potenzialità, nella rinascita e nella luce in fondo al tunnel. O al vicolo...». —



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