Il medico: «Il 3% dei modenesi ha avuto il Covid Effetto gregge lontano»
Coronavirus, il dottor Trenti ha analizzato i test sierologici di sanitari e donatori di sangue «Potrebbero esserci zone della provincia più colpita, ma la media è quella»
MODENA. Se c’è un professionista che ha gli strumenti migliori per fotografare l’epidemia modenese, quello è il dottor Tommaso Trenti, direttore di Medicina di laboratorio e Anatomia patologica. Tra le sue mani sono passati tutti i test sierologici eseguiti a Modena in ambito di sanità pubblica: «I numeri ci dicono – anticipa il dottor Trenti – che finora circa il 3 per cento della popolazione è stato infettato».
L'ANALISI E IL METODO. Andiamo con ordine. Si tratta di un’analisi che rientra in un più ampio progetto coordinato dalla professoressa Erica Villa del Policlinico, uno studio da 2 milioni di euro in cui il laboratorio dell’ospedale di Baggiovara ha un ruolo fondamentale: «Un primo aspetto su cui ci siamo concentrati – specifica il dottor Trenti – è l’individuazione degli anticorpi IgG e iGm al Covid. I famosi test sierologici di cui tanto si è parlato nelle ultime settimane (anche in ambito privato, ndr). Le IgM si sviluppano subito e la loro presenza significa che c’è un’infezione in atto acuto; le IgG permangono nell’organismo e sono la memoria immunologica. Se sono presenti entrambe significa che c’è una fase acuta e recente dell’infezione, se ci sono solo le IgG l’infezione è guarita. Per il Sars-Cov-2 le IgM e le IgG compaiono in tempi molto ravvicinati rispetto ad altri virus che conosciamo meglio».
TEST SIEROLOGICI. Chiaramente tanti test sierologici su un campione della popolazione ci dicono anche quanto sia diffuso il virus: «È uno degli obiettivi del nostro studio. Abbiamo fatto test non solo sul personale sanitario e altri soggetti a rischio, ma anche su circa 500 donatori di sangue: i positivi su oltre diecimila cittadini sono tra il 3 e il 4 per cento. Si tratta ovviamente di uno studio che andrà validato e confermato, ma mi sento dire che quella percentuale sia veritiera anche per l’intera popolazione modenese. Potrebbero esserci leggere variazioni tra una zona della provincia e un’altra, ma ritengo che la media generale si discosti poco da quei numeri».
CONCLUSIONI PROVVISORIE. Numeri che danno al dottor Trenti anche l’opportunità di trarre le prime conclusioni: «Siamo ben lontani dall’effetto gregge invocato da qualcuno – ammette - I cittadini devono avere la consapevolezza che non c’è ancora un’immunizzazione di gregge e che quindi occorre mantenere alta la prudenza perché sono pochi coloro che hanno sviluppato gli anticorpi. Seppure nessuno al momento abbia la certezza che gli anticorpi garantiscano l’immunità».
L’altra parte della ricerca con la professoressa Villa riguarda la «scoperta di marcatori precoci, che ci indicano una evoluzione potenzialmente pericolosa dell’infezione», precisa il dottor Trenti. Il che sarebbe un bell’aiuto per i medici, poiché consentirebbe un trattamento immediato di quei soggetti che rischiano di sviluppare le infiammazioni più gravi.
La prudenza di bonaccini
Così come il dottor Trenti invita alla prudenza, anche il governatore Stefano Bonaccini si rivolge ai cittadini invitando alla cautela, in particolare riferendosi alla mobilità tra le diverse regioni: «È evidente che questo Paese prima o poi dovrà riaprire almeno la mobilità interregionale, anche se per motivi di lavoro e salute ci si è sempre spostati. E mi auguro si possa aprire a tutti perchè se il 3 giugno sarà via libera vuol dire che il rimbalzo della curva non c'è stato o è stato molto contenuto e quindi non vi sono particolari difficoltà», ha detto ieri a "Tagada" su La7. Bonaccini ha comunque voluto sottolineare che «la prudenza deve essere ancora alta: perchè- ha spiegato - gli effetti della riapertura del 4 maggio si vedono adesso, quelle delle riaperture di lunedì scorso si vedranno tra 10, 12 giorni». Per quanto riguarda invece le riaperture dell'Emilia Romagna con alcune province di regioni confinanti, Veneto e Marche, Bonaccini ha ricordato che l'accordo con Zaia è «solo per i congiunti e solo per le province di Ferrara e Rovigo che sono confinanti, così come questa mattina ho firmato col presidente Ceriscioli per i congiunti tra le province di Rimini e Pesaro -Urbino». —
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