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il presidente 

Pasini: «Il problema esiste, ma il “ricatto” è sbagliato»

D.M.

«Per quanto mi riguarda non devo registrare fratture Si tratta solamente di ragionare per trovare la strada corretta e raggiungere l’obiettivo»

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«Capisco le rivendicazioni dei tre sindaci per i loro territori, ma in giunta non si votava su quello. Loro hanno imposto il problema della riapertura dei centri prelievi di Sestola, Riolunato e Fiumalbo ma noi non potevamo stare sotto ricatto perché c’era urgenza di dare seguito all'accordo con i volontari per la gestione dei flussi. Per questo il punto è stato votato singolarmente». Così il presidente dell’Unione Giovanni Battista Pasini sulla crisi che si è aperta in Unione. In modo formale, con tanto di lettera di protesta inviata martedì dai tre sindaci con lui primo intestatario e poi la dirigenza Ausl (Brambilla, Serantoni e la dottoressa Franzelli), l’assessore regionale alla Sanità Donini e il presidente della Provincia Tomei. «Il primo aspetto - nota - è che si tratta di un accordo importantissimo che, grazie ai volontari, libera medici e infermieri da incombenze di sorveglianza permettendo loro di dare più servizio al cittadino. Il secondo aspetto è un protocollo fino al 31 luglio, quando si ipotizza il termine dell'emergenza. Un periodo breve, nel quale si possono impostare tutte le riflessioni che vogliamo sul prosieguo assistenziale in montagna: centri prelievi nei Comuni periferici, certo, ma anche carenza dei medici di base e altri aspetti su cui da parte mia la disponibilità è totale. Tanto che in giunta sono stato io a ricordare che il decreto Rilancio impone questa riflessione, dando una chiara indicazione di potenziamento dei servizi territoriali».

In terza battuta, Pasini fa poi una postilla di competenza: «L’Ausl con una sua autonoma valutazione -sottolinea - ha ritenuto che in questa fase di gestione dell’emergenza la riapertura dei centri prelievi dei tre comuni non fosse opportuna. Non sono io il direttore del distretto sanitario, e non ho il potere di imporgli nessuna scelta. Potevo, e l’ho fatto, impegnarlo a riprendere la discussione su queste realtà, e su altri aspetti assistenziali, non appena ci saranno le condizioni. Per parte mia - chiosa - non si è consumato nessuno strappo in Unione: si tratta solo di capirsi su tempi e modi per conseguire gli obiettivi». —

D.M.

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