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Regione: «Biometano bocciato» Ma c’è il rischio di un ricorso al Tar

Francesco Dondi
Regione: «Biometano bocciato» Ma c’è il rischio di un ricorso al Tar

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CONCORDIA

“Adottare il Provvedimento Autorizzatorio Unico negativo sulla base del provvedimento di Via negativo espresso dagli Enti partecipanti alla Conferenza di Servizi per la realizzazione e l’esercizio del progetto di impianto integrato anaerobico/aerobico di recupero rifiuti urbani e speciali non pericolosi per la produzione di biometano e ammendante compostato misto/biostabilizzato, in comune di Concordia, via delle Mondine, presentato da Bio Bimat”. È questo il passaggio fondamentale con cui la giunta regionale ha bocciato l’impianto di biometano che la società con sede in corso Canalgrande a Modena voleva realizzare sull’ex Kermar. «Il progetto esaminato risulta ambientalmente incompatibile e comporta impatti ambientali significativi e non mitigabili», scrive la Giunta, assumendo l’atto del verbale conclusivo della Conferenza di Servizi.

«Durante la Conferenza il Comune di Concordia - si legge in una nota diffusa dal municipio - con la presenza dei tecnici del Comune e del sindaco Luca Prandini aveva espresso formalmente parere negativo in materia ambientale, sanitaria e paesaggistica, come pure in merito alla proposta di variante urbanistica e il permesso di costruire. Avevano espresso il proprio parere negativo, ognuno per le proprie competenze, anche il Comune di San Possidonio, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio, la Provincia di Modena, il Consorzio della Bonifica di Burana, Aimag e AS Retigas».

In particolare è stato il boschetto di 32mila metri quadrati a fare da argine alle controdeduzioni presentate da Bio Bimat (“In conseguenza di quanto dichiarato dal parere vincolante della Soprintendenza la Conferenza di Servizi esprime per posizione prevalente la Valutazione di Impatto Ambientale negativa. Pertanto il provvedimento di Paur risulta negativo”, recita il documento) a cui fanno poi seguito tutti gli altri pareri negativi di tipo urbanistico e tecnico.

Ma il progetto di biometano non può dirsi ancora concluso. Bio Bimat, infatti, ha ora 60 giorni di tempo per presentare ricorso al Tar contro la delibera di Giunta e le varie deduzioni emerse in fase di Conferenza dei Servizi. Un passaggio che non appare così privo di rischio soprattutto se le controdeduzioni della società, espresse anche attraverso alcuni esternazioni pubbliche molto dure, dovessero trovare riscontri positivi nei giudici amministrativi.

«La Regione sposa in pieno la linea del Comitato che abbiamo da sempre sostenuto - dicono il capogruppo in Regione Valentina Castaldini, il consigliere provinciale Antonio Platis e il coordinatore dei giovani FI Michel Stefani - Questa pratica, per come è nata e per come è stata gestita dal centrosinistra, non ha mai convinto. Basti pensare che, in conferenza dei servizi, la stessa Regione, che oggi boccia il progetto, aveva espresso parere favorevole nel dicembre del 2018. Troppi “pasticci” e troppe piroette. Un impianto enorme su un territorio già ampiamente autosufficiente e virtuoso nella gestione dei rifiuti, per di più a ridosso del futuro casello autostradale della Cispadana. Il progetto prevedeva di “far girare” avanti e indietro camion per portare 85.000 tonnellate di rifiuti urbani prodotti probabilmente fuori regione e 20mila tonnellate di sfalci per avere la produzione di ben 6,4 milioni di mc. di biometano all’anno e 21.125 tonnellate di ammendante composto misto (fertilizzante)». —



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