Gazzetta di Modena

Modena

Unione del Frignano: bufera centri prelievi

Daniele Montanari

La riorganizzazione non tiene conto dell’apertura dei punti di Sestola, Riolunato e Fiumalbo che si ribellano: «Così non va»

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Tira vento di tempesta sull’Unione del Frignano, dove venerdì si è consumato uno strappo con i sindaci dell’Alto Appennino come non se ne vedevano da molto tempo. Tanto che da Sestola Marco Bonucchi sentenzia: «Un’Unione così non serve a niente». Il casus belli è stata la riunione di giunta convocata dal presidente Giovanni Battista Pasini per la sottoscrizione di un accordo tra i 10 Comuni, l’Ausl e il Centro Servizi per il Volontariato per dare vita a una collaborazione con i volontari nella gestione di qui al 31 luglio dei flussi di accesso ai centri prelievi, dove da lunedì sono state attivate nuove modalità di prenotazione, con più prelievi e più gente da gestire nel rispetto delle distanze e dei dispositivi di sicurezza. Sull’importanza del servizio offerto dai volontari, niente da dire da parte di nessuno, anzi. Il punto è che l’accordo è relativo solo ai riattivati centri prelievi di Pavullo, Fanano e Pievepelago, e agli ingressi nelle strutture a cui fanno capo (l’ospedale e le due Case della Salute). Nessuna menzione dei punti di Sestola, Riolunato e Fiumalbo, che restano chiusi. Neanche una data indicativa di riattivazione. La cosa ha fatto imbufalire i tre sindaci, che hanno detto: «Noi questa delibera non la firmiamo». Al che Pasini ha ritirato il punto. E l’accordo è stato votato singolarmente dai Comuni, gli altri ovviamente e non i tre. A cui poi lunedì è arrivata una comunicazione dal direttore del distretto sanitario Carlo Serantoni in cui i tre punti prelievo venivano dichiarati ufficialmente sospesi «sulla base di alcune problematiche “storiche” unitamente alle necessità riorganizzative» legate al Covid. «Detto così secco - sottolinea da Sestola Marco Bonucchi - senza neanche averci incontrati prima per vedere quali potevano essere queste problematiche. È perché ci deve essere il medico? Bene, spostiamo i prelievi dal mercoledì al sabato. Ci si organizza, si parla. Qui non c’è stata nessuna volontà di trovare una soluzione: né da parte del direttore del distretto né dal presidente dell'Unione. Ed è gravissimo secondo me l’atteggiamento del presidente che, di fronte alla difficoltà di noi piccoli Comuni, non ha invitato i grandi a solidarizzare ma ha lasciato che ognuno andasse per conto suo. Ma allora a cosa serve l’Unione?».

«La cosa assurda è che la chiusura dei centri periferici è contraria alla strategia anti-Covid, che invita a non spostarsi - nota da Riolunato il vicesindaco Lorenzo Checchi - è chiaro che se chiudi tre realtà, ci sarà più assembramento in quelle che restano, o no?».

«È vero che si votava su un accordo con i volontari, non sulla riapertura dei nostri centri prelievi - osserva da Fiumalbo Alessio Nizzi - ma se non vedo nel testo alcun riferimento ad essi vuol dire che, tra le righe, se io firmo avallo anche la loro cancellazione. Ci saremmo accontentati anche solo di un riferimento a un’ipotetica data di riattivazione, invece zero. C’è un problema “storico” nel nostro centro prelievi? Che me lo spieghino, perché non me ne hanno mai parlato. E ci metto risorse comunali per risolverlo, e dare una risposta ai miei anziani. È ovvio che se si ragiona su numeri e risparmio, noi siamo perdenti. Ma non mi pare sia questa la filosofia che ci ha insegnato l’emergenza». —

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