Gazzetta di Modena

Modena

Sicurezza. Monitoraggio della questura 

Armi, scattano i controlli già diciassette i denunciati

S.TO
Armi, scattano i controlli già diciassette i denunciati

Dal mancato rinnovo del certificato medico di idoneità al trasporto irregolare C’è chi ha “rottamato” un fucile tagliandolo in due. Sequestri e sanzioni salate

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Chi possiede un arma deve ricordarsi di fare... la revisione. Non tanto al proprio fucile o alla propria pistola che, visto la passione che di solito lega chi fa uso o colleziona armi, sono sicuramente tirate a lucido e funzionanti alla perfezione, quanto proprio a se stesso.

Quando si ottiene una detenzione o un porto d’armi si deve produrre un certificato medico che stabilisca la propria idoneità psicofisica all’utilizzo delle armi stesse. Ma questo certificato, divenuto obbligatorio dal 2013, non è eterno. Ogni cinque anni scade e bisogna sottoporsi nuovamente a visite mediche specifiche al fine di rinnovarlo e, soprattutto, di portarlo in questura per regolarizzare la propria posizione. Altrimenti sono guai seri. Ne sanno qualcosa 17 modenesi che proprio nelle ultime settimane sono stati denunciati dalla Divisione di polizia amministrativa della Questura e non solo per la scadenza o l’assenza del certificato. La Questura infatti, con continuità, tiene monitorato il parco armi che le compete. Non è semplice, tenendo presente che sul territorio modenese, solo per dare una stima approssimativa, sono presenti circa 40mila armi. Una cifra più o meno costante negli anni, sui 23mila quelle di competenza della polizia, le altre dei carabinieri. Ma il numero di armi non corrisponde a quello dei possessori, che è molto inferiore. Perchè infatti un cacciatore può possedere tutti i fucili da caccia che vuole, chi è in regola può avere 12 armi sportive, si possono detenere tre pistole e così via. Insomma, i numeri sono sempre in movimento e avere cifre precise è complicato. Ciononostante il monitoraggio è costante e i nodi, s e ci sono, vengono al pettine.

Le violazioni contestate, spiegano in questura, fanno riferimento al mancato rispetto di disposizioni previste dal Tulps. In particolare, ai trasgressori sono state contestati la mancata denuncia del trasferimento di armi da un domicilio all’altro e soprattutto il mancato ottenimento dell’autorizzazione al trasporto delle armi stesse, trasporto che pertanto è avvenuto in modo abusivo. Le persone segnalate rischiano la pena dell’arresto fino a tre mesi e una multa.

Altri detentori, invece, hanno omesso di denunciare l’avvenuta distruzione dell’arma in possesso, con casi curiosi come quello di una persona che ha distrutto un fucile tagliandolo con un seghetto e smaltendolo come rifiuto solido, mentre un altra non ha segnalato che le sue armi erano andate distrutte in un incendio della propria abitazione.

Questi controlli, spiega la questura, nascono da quelli già in atto dall’Ufficio Armi che sono finalizzati alla verifica dei certificati medici di idoneità. Sono stati infatti già emessi numerosi provvedimenti di divieto di detenzione armi per coloro che non hanno ancora provveduto alla produzione della documentazione sanitaria.

Per effetto di tale inibizione sono stati molti i cittadini che si sono visti costretti a rinunciare alle proprie armi e a richiederne la rottamazione. —

S.TO

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