Modena. Barbolini: «Proviamo a riaprire Metagym ma credo che tornerà un cliente su due»
I preparativi nella palestra della Polisportiva in vista del nuovo inizio di dopodomani
MODENA «Proviamo a ripartire». Mauro Barbolini è il responsabile della palestra Metagym, ospitata nella Polisportiva Madonnina, il cuore delle attività fisiche in zona. Almeno, così era prima della pandemia. Adesso, in uno di questi pomeriggi, il silenzio è assordante. Due donne camminano per strada a distanza. Una giovane telefona davanti alla segreteria. Per il resto, tutto è chiuso. Sulla pagina Facebook della Polisportiva si annuncia la ripartenza da dopodomani.
La palestra è l’unico impianto in cui si notano lavori in corso. Le attività non sono ancora riavviate: possono ricominciare da lunedì. Ma Barbolini insiste: «Proviamo a ripartire». Il nuovo inizio è molto diverso dal solito. Si parte dalla sanificazione delle scarpe prima di entrare in palestra. Le strisce sul parquet mostrano le distanze da seguire e le frecce la direzione. La porta all’ingresso è destinata a chi accede nell’impianto, quella in fondo a chi esce. I cartelli sono eloquenti: «È obbligatorio l’uso dei guanti», «è obbligatorio l’uso delle mascherine».
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Materiale per la sanificazione è già posizionato in diversi punti. Fervono i lavori di pulizia, che saranno ripetuti frequentemente. «Dopo quasi tre mesi di chiusura, ripartire con le regole nuove nel pieno dell’anno sportivo è veramente impegnativo - commenta il responsabile -. Ci siamo adeguati, speriamo al meglio, alle direttive che sono state imposte. Così la palestra Metagym può provare a ripartire».
Barbolini ripete il verbo «provare» perché le misure che si stanno adottando, come disposto dalle normative, vanno al di là della normalità a cui si era abituati. «Per provare, ci si prova - aggiunge il responsabile - poi vediamo cosa succede. Direi che abbiamo seguito alla lettera le varie istruzioni: le uscite diversificate, le sanificazioni, i distanziamenti, i cartelli... Stiamo ancora lavorando, non abbiamo finito». Un risultato realistico, per Barbolini, sarebbe «avere il 50% delle persone che tornano in palestra». I contatti con i clienti sono stati avviati. «Il 30% rimarrà alla finestra - prosegue il responsabile - e aspetterà settembre per varie ragioni. C’è chi ha cambiato lavoro, chi va in smart working, chi non si fida, chi aspetta». Il 20% circa rientra nel gruppo degli indecisi.
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In una struttura che conta su una «media annuale di circa 380 persone» cambierà molto. «È chiaro che gli allenamenti saranno diversi - aggiunge Barbolini -. Non sarà più possibile fare quello che facevamo prima». Per il responsabile «sarà impegnativo, ancor più che ripartire, capire come funzionerà il tutto». Quanto agli aiuti statali Stato, per ora, sono arrivati «al 25% delle persone che collaborano con noi: gli altri sono fermi dal 7 marzo e punto». —
G.F.
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