Modenesi a tavola: così il Coronavirus ha cambiato la spesa, le cene e i pranzi
In questi mesi di lockdown «abbiamo assistito nei nostri negozi a consumatori che hanno dato grandissima priorità ai prodotti di base, gli essenziali. La filiera è andata in crisi su prodotti come la farina e il lievito di birra. Ci si è concentrati sugli acquisti delle marche industriali forti e del prodotto a marchio.
BOLOGNA Il Coronavirus ha cambiato gli stili di consumo degli italiani, soprattutto quelli alimentari, e Coop Alleanza 3.0, che ha punti vendita in 12 regioni, si sta preparando per soddisfarli. «Purtroppo vivremo una fase di difficoltà economiche e i più deboli pagheranno il prezzo più alto», ha detto il direttore di Coop Alleanza, Paolo Alemagna, nel corso di una video conferenza stampa nella quale è stato illustrato il bilancio del 2019.
Da un lato ci saranno sempre più cittadini che fanno fatica a fare la spesa per ragioni economiche. Dall'altro, tante persone che anzichè affollare i ristoranti organizzeranno le proprie cene con gli amici a casa.
Come si diceva la Coop si sta attrezzando per soddisfare le nuove richieste. ad esempio puntando su prodotti di fascia alta per accontentare questi clienti poco propensi ad uscire di casa per i pasti, ma anche cercando di intercettare i bisogni chi avrà problemi di portafoglio.
«Non torneremo ad avere in tempi brevi consumi di pasti e cene fuori casa come in passato», ha spiegato Alemagna, e quindi la fascia di popolazione «che beneficia di una condizione economica più favorevole», sarà propensa ad organizzare più cene in casa in presenza di altre persone.
Ma «la grande cena di qualità - ha aggiunto - richiede elementi di qualità di fascia 'premium', perciò stiamo ragionando su come rispondere a questi bisogni». Alemagna ha quindi sottolineato che «c'è un ritorno al kilometro zero e al Made in Italy».
In questi mesi di lockdown «abbiamo assistito nei nostri negozi a consumatori che hanno dato grandissima priorità ai prodotti di base, gli essenziali. La filiera è andata in crisi su prodotti come la farina e il lievito di birra. Ci si è concentrati sugli acquisti delle marche industriali forti e del prodotto a marchio. E proprio i prodotti a marchio Coop sono stati i dominatori del carrello. Abbiamo lasciato attive le nostre promozioni - ha concluso - ma l'incidenza è stata più bassa».
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