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La Patria sceglie di rimanere ai box «Dobbiamo essere tutti più sicuri»

Serena Arbizzi
La Patria sceglie di rimanere ai box «Dobbiamo essere tutti più sicuri»

Slitta la riapertura delle attività: «Decisione a malincuore Spese sicure a fronte di entrate e affluenza incerte»

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«I paletti fissati per la riapertura sono condizioni capestro. Tre mesi di chiusura totale senza attività sono tanti e per una struttura come la nostra, questo rappresenta un danno grave. E, al tempo stesso, dobbiamo riaprire nel modo più sicuro possibile. Questo comporta uno sforzo certo a fronte di entrate e di affluenza completamente incerti».

La palestra La Patria rappresenta una realtà storica del settore, legata a stretto filo con il nome di Dorando Pietri: in piena pandemia, il 7 maggio, ha compiuto 141 anni e conta almeno 1300 soci per una dozzina di attività agonistiche, oltre al mondo del fitness. Una città nella città che si estende su tremila metri quadrati ed è guidata da 10 dirigenti, insieme a 68 collaboratori. Una responsabilità, quella della gestione, molto grande, che richiede cura e attenzione, a maggior ragione dopo le nuove normative imposte alle palestre, in vista di domani. E non hanno dubbi Rossella Benetti, vicepresidente amministrativo, Massimiliano Parmeggiani, vicepresidente sportivo, e Carlo Gobbi, consigliere della sezione Atletica: la riapertura va fatta nella più totale sicurezza. Lo scenario attuale, invece, al momento è pieno soprattutto di incognite che pesano sulle spalle dei gestori.

«Abbiamo una struttura imponente - sottolineano Benetti, Gobbi e Parmeggiani - La sicurezza viene prima di tutto, di questo siamo pienamente convinti. E vorremmo fare capire ai nostri soci, alle loro famiglie e, più in generale, a tutti, che non stiamo temporeggiando per vezzo. Noi stiamo prendendo le dovute precauzioni a beneficio di tutti».

Le difficoltà non mancano. «Questi tre mesi sono stati molto onerosi - puntualizzano - tenendo anche conto che questa è un’associazione sportiva senza scopo di lucro. Il consiglio direttivo è formato solo da volontari. Non vogliamo essere troppo avventati nel ripartire: qui si contano tante federazioni, ciascuna con la propria filosofia e le proprie regole, dobbiamo tenerne conto. Ci siamo trovati costretti pure, a malincuore, ad annullare il campo giochi».

Un minimo di ripartenza alla Patria c’è stata: riguarda però solo alle attività agonistiche dell’atletica all’aperto, che si sviluppato da due settimane e dopo aver fissato un regolamento ben preciso. «All’aperto i problemi sono più affrontabili - proseguono - ma del resto le regole sono tantissime. Si parla di distanziamento, ingresso contingentato. Se di solito ci sono un’ottantina di iscritti nella sala più grande, significa che con le nuove regole ce ne saranno 25. L’uso degli attrezzi, poi, diventa praticamente personale, con la sanificazione che ne deve seguire. E gli ingressi sono consentiti solo su appuntamento. Questo in un contesto dove le spese sono certe e gli incassi, almeno per il momento, sono pari a zero».

Lo staff non dimentica, tuttavia, di ringraziare per l’impegno quanti si sono prodigati per garantire lo svolgimento delle lezioni on line.

«Ringraziamo i collaboratori che si sono impegnati molto nell’home training - sottolineano Rossella, Massimiliano e Carlo - E ci dispiace comunicare la scelta di non riaprire lunedì 25, cioè domani. Continueremo, comunque, ad adoperarci per sistemare al meglio gli ambienti e comunicheremo quando sarà nelle nostre possibilità la data della riapertura». —



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