Finta associazione benefica: un arresto e due denunce
Un’associazione apparentemente a scopo benefico è finita nei guai perché sospettata di raggirare un anziano modenese con problemi di lucidità. Il figlio del pensionato si era accorto che da mesi il genitore sperperava denaro senza un reale motivo e quando ha cercato di chiarire cosa accadeva ha saputo dallo stesso padre che finanziava con contributi questa associazione a Modena (i carabinieri non hanno fornito in merito alcun dato). Un sedicente volontario italiano è stato arrestato al momento del ritiro del denaro, dopo una perquisizione nella sede sono stati denunciati altri due volontari e è stata sequestrata parecchia documenti che indicano una ingente somma di denaro raccolta, non solo dall’anziano sorvegliato.
Il blitz dei carabinieri, in seguito aiutati dalla guardia di finanza per la perquisizione, è avvenuto sabato pomeriggio, il giorno della trappola. Il figlio dell’anziano sostenitore dell’associazione aveva segnalato ai militari cosa accadeva. Aveva raccontato del suo sconcerto alla scoperta dei prelievi di denaro del genitore per spese che non capiva a cosa servissero. Prelievi a quanto pare ripetuti e non sempre modesti. Il padre non è lucido e quindi temeva che accadesse qualcosa di pericoloso. Un giorno ha deciso di andare sotto al mistero di quei prelievi e il padre stesso in tutta tranquillità gli ha detto che devolveva quel denaro per beneficenza. Sempre agli stessi volontari. Ha anche aggiunto con entusiasmo che era contento di farlo perché credeva in quell’associazione, aveva fiducia nei volontari che incontrava, perché voleva fare qualcosa per le cure dei bambini ammalati. Il figlio ha sentito puzza di bruciato e ha chiesto aiuto ai militari.
Questi hanno preso qualche informazione sull’associazione e hanno atteso che il volontario passasse per il ritiro del denaro. Il momento fissato era per sabato pomeriggio. Quando l’anziano ha dato dieci euro, sono intervenuti i carabinieri e hanno arrestato l’uomo: è un 41enne italiano. La fattura era falsa. La perquisizione con le fiamme gialle nella sede dell’associazione in città ha portato a sequestrare una massa di ricevute che ora sono sotto accertamento. Denunciati altri due complici, un israeliano e un marocchino. —
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