Gazzetta di Modena

Modena

la lettera degli assessori 

In trincea per la mobilità «Pure noi meritiamo il bonus»

Stefania Piscitello
In trincea per la mobilità «Pure noi meritiamo il bonus»

Il distretto ceramico escluso dagli incentivi per l’acquisto di mezzi ecologici «Eppure valiamo 100mila persone, legge da cambiare se si tiene all’ambiente»

2 MINUTI DI LETTURA







Una lettera ai parlamentari modenesi per richiedere un emendamento del decreto legge “Rilancio”: Ugo Liberi, assessore all’Ambiente del Comune di Sassuolo, Giulia Bosi, assessore per Formigine città sostenibile 2030, Davide Branduzzi, assessore all’Ambiente di Fiorano e Chiara Ferrari, assessore alla Mobilità di Maranello, hanno deciso di scrivere ai vertici chiedendo che si rifletta ulteriormente sul “Buono mobilità”. All’interno del decreto legge, art. 229 comma 1, si parla infatti di assegnare il buono ai residenti maggiorenni nei capoluoghi di regione, nelle città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia e nei Comuni con popolazione superiore a 50mila abitanti. E sta proprio qui, secondo gli assessori, il problema: «Scegliendo questa impostazione e questa soglia numerica di accesso al beneficio previsto, - sostengono - si esclude una parte significativa della popolazione italiana che certamente avrebbe usufruito di tale buono».

Secondo gli assessori, infatti, tantissimi sono i cittadini che risiedono, lavorano e si muovono all’interno di territori diffusi organizzati a livello istituzionale con struttura di rete fra più enti locali quale, ad esempio, l’Unione dei comuni. Realtà, queste, assimilabili a vere e proprie città, a volte con una popolazione superiore ai 100mila abitanti: il distretto Ceramico, ad esempio, conta più di 110mila abitanti e i suoi residenti si spostano al suo interno, sfruttando anche il trasporto pubblico, per svariati motivi, dalla scuola, al lavoro, alla famiglia o per svago.

E i quattro assessori aggiungono: «A titolo di esempio, i capoluoghi presi in considerazione dal decreto legge sono spesso serviti già da bike sharing funzionanti e collaudati, a differenza invece dei territori di queste Unioni di Comuni, i cui residenti sono più propensi all’acquisto del mezzo che al noleggio temporaneo».

Bosi, Branduzzi, Ferrari e Liberi, sottolineano anche come, in questi anni, il distretto si sia impegnato per promuovere una mobilità sostenibile: «Il nostro - spiegano - è un territorio policentrico dove gli spostamenti giornalieri sono extracomunali e sul quale si inseriscono gli spostamenti dei turisti per la forte vocazione attrattiva».

La richiesta, quindi, è chiara: «Vi chiediamo - concludono - di lavorare insieme, eventualmente anche in maniera politicamente trasversale, alla stesura di un emendamento che possa ricomprendere le situazioni succitate all’interno del beneficio previsto dal testo del decreto legge, sfruttando l’occasione per fare un passo reale verso uno stile di vita davvero sostenibile e consono al periodo storico in cui viviamo». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google