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Modena e la Fase 2/ Dalla Crocetta alla Sacca: la gente sta riscoprendo la nuova normalità

Paola Ducci
Modena e la Fase 2/ Dalla Crocetta alla Sacca: la gente sta riscoprendo la nuova normalità

È finita la pace, riecco la fila all’incrocio della Nonantolana Bambini al Parco XXII Aprile, viale Gramsci, addio parcheggi

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MODENA «È finita la pace ed è tornato il caos», urla il signor Giuseppe attraversando con la sua bicicletta l' incrocio di via Nonantolana. Ed ha ragione, perché in una qualunque mattina feriale della fase 2, discendendo dal cavalcavia della Maserati, ecco di nuovo palesarsi la consueta coda di auto del semaforo della Nonantolana, segno che tutto sta tornando alla normalità.

«Dopo quello che è accaduto e dopo i morti che ci sono stati, a me sembra di vedere che la gente si muova con troppa disinvoltura – lamenta la Signora Peppina mentre attende che il fiorista le confezioni un mazzo di rose colorate - Non abito lontano da qui, ma per strada ho visto molta gente anziana senza mascherina. È davvero terribile come ci si dimentichi in fretta di essere la fascia più colpita da questo virus».

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Comunque, camminando in zona, si nota che tutte le serrande delle numerose attività si sono rialzate. All'interno si scorgono indaffarati i commercianti, che finalmente sembra stiano riprendendo a a pieno ritmo, così come all'edicola accanto al supermercato, il via vai è continuo.

«Io non ho mai avuto paura di questo virus nonostante abbia una certa età. - dice il signor Vito - Ho sempre indossato la mascherina e tutti i giorni non ho mai mancato l’appuntamento con il mio edicolante di fiducia per acquistare i giornali. Solo leggendo mi mantengo il cervello giovane».

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A conferma che questo quartiere sia abitato perlopiù da gente anziana ce lo testimonia il signor Davide Pecorari, titolare dell’agenzia “Onoranze funebri Pecorari” che fa angolo tra due delle vie principali: "Per fortuna questo quartiere non sembra essere stato colpito dal Coronavirus più di altre zone di Modena. Certo, nei mesi di marzo e aprile i morti sono aumentati anche qui e il nostro lavoro improvvisamente è diventato pericoloso a tal punto che, dopo le notizie poco incoraggianti che arrivavano dalla Lombardia dei tantissimi operatori di pompe funebri contagiati, ci siamo subito messi in condizione di lavorare in estrema sicurezza. Ma ammetto di aver avuto molta paura, per me e per i miei collaboratori, soprattutto quando eravamo costretti ad operare nelle RSA dove, si sa, il rischio di contrarre il Covid è stato davvero molto elevato».

Proseguendo il viaggio nella via che dalla Crocetta giunge alla Sacca, si accosta per un brevissimo tratto il Parco XXII Aprile, dove si scorge qualche bambino che rincorre un pallone e un gruppetto di ragazzini che chiacchierano tra loro, forse un po’ troppo vicini, visto il periodo. E come alla Crocetta anche alla Sacca la vita sembra essere ripresa a pieno ritmo. Nella galleria del complesso R-Nord di via Canaletto c’è un brulicare incessante di persone: c’è chi è diligentemente in coda indossando la mascherina e mantenendo le distanze di sicurezza per accedere all'ufficio postale, chi entra ed esce dal supermercato e chi si trattiene in chiacchiere(ma a debita distanza) nel piazzale antistante la Coop.

«Io sono di origine milanese - racconta Davide Azzei, il tabaccaio del complesso, e se c’è una cosa che mi ha colpito in questo periodo di emergenza sanitaria qui in Emilia Romagna, è come i servizi sociali e le associazioni che operano in aiuto delle famiglie in difficoltà, abbiano svolto un ruolo determinante, garantendo un prezioso supporto alle fasce più deboli della popolazione, come tante famiglie che conosco e che vivono proprio qui sopra il mio negozio».

E infatti, questo importante ruolo sociale ce lo conferma anche Erio Gani, in servizio presso la Crocerossa Italiana che ha sede in zona: «Nella fase 1, oltre ad esserci messi a disposizione per il trasporto dei pazienti affetti da Covid-19, abbiamo attivato una rete di supporto per la consegna di viveri, medicinali e altri beni di prima necessità, che si è rivelata davvero indispensabile, poiché le richieste di aiuto che abbiamo ricevuto sono state tantissime».

Il nostro viaggio si conclude lungo Viale Gramsci dove i parcheggi sono tornati a scarseggiare, segno che tutti (o quasi) i negozi che si affacciano sul viale sono tornati in attività. —


 

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