Anche gli ospedali di Castelfranco e Sassuolo diventano Covid free
SASSUOLO Dimesso dall'ospedale di Sassuolo (Modena) l'ultimo paziente ricoverato positivo al Covid-19. "A più di due mesi dall'inizio dell'emergenza - fanno sapere dalla struttura - un segnale importante che conferma il trend in forte diminuzione riscontrato, in questi giorni, in tutta la provincia di Modena". Nell'ospedale sassolese restano comunque attive le aree filtro per garantire la sicurezza di operatori e pazienti. Sono ancora presenti alcuni pazienti in attesa di ricevere i risultati sul tampone eseguito nei giorni scorsi. "A livello simbolico questo 'risultato' indubbiamente incoraggiante per tutti noi - spiega Silvio Di Tella, Direttore Sanitario dell'ospedale - anche se non bisogna dimenticare che in questa fase veramente importante mantenere e rafforzare, dove necessario, gli strumenti e i mezzi di controllo per evitare un riacutizzarsi dell'emergenza".
A Sassuolo fa eco Castelfranco. Dopo quasi due mesi, l’Ospedale di Comunità (OsCo) della Casa della Salute Regina Margherita di Castelfranco Emilia conclude l’attività assistenziale a favore dei pazienti positivi al coronavirus. Nei giorni scorsi, dopo il trasferimento dell’ultimo paziente, i locali sono stati sanificati e ora sono pronti a riaprire i battenti, con la ripresa dell’attività non Covid. Sono stati 50 i ricoveri di pazienti positivi avvenuti dal 30 marzo al 20 maggio nei 20 posti letto dell’OsCo “Covid”, struttura - rinnovata di recente - che ha contribuito alla gestione dell’emergenza costituendo un asset importante all’interno della rete sanitaria provinciale. Alcuni letti sono stati dedicati all’assistenza in cure palliative per pazienti positivi, grazie alla collaborazione del medico palliativista che si è integrato con i Medici di medicina generale e l’équipe assistenziale. Il positivo calo della curva epidemiologica dei contagi e dei ricoveri ha reso possibile il ritorno all’attività non legata all’emergenza coronavirus: la struttura, sanificata, ha accolto oggi, martedì 26 maggio, il primo paziente. Con il contributo di infettivologi e operatori dell’Unità operativa Igiene e Infezioni Correlate all’Assistenza, sono state definite le misure di prevenzione che saranno adottate all’interno dell’OsCo per ridurre il più possibile il rischio di diffusione del virus, a tutela di pazienti e operatori sanitari.
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