Anche i centri anziani verso l’esternalizzazione
Fp-Cgil contro l’ipotesi allo studio per le strutture Pisano e Vaciglio: «Così si smantella un’eccellenza del welfare locale»
Ricordano al Comune che si tratta di servizi di eccellenza, con una lunga storia alle spalle e con tanti professionisti. Professionisti che oggi puntano il dito contro la possibile esternalizzazione che di fatto chiuderebbe l’esperienza della gestione diretta comunale per i centri diurni per disabili e gli spazi anziani. Al centro, dopo il caso dei due nidi che passeranno alla Fondazione Cresciamo, c’è ancora l’ipotesi di una cessione ai privati dei servizi comunali, e a lanciare l’allarme è la Funzione pubblica della Cgil. «Il 12 maggio - fa sapere la sigla del sindacato di piazza Cittadella - si è svolta un’assemblea, convocata da Fp-Cgil e Fp-Cisl, dei dipendenti del Comune in servizio presso la casa residenza per anziani Vignolese, il centro diurno socioriabilitativo per disabili Pisano, lo spazio anziani di Vaciglio e i centri territoriali a gestione diretta. Gli operatori sociosanitari ed educatori sono infatti molto preoccupati - fa sapere la Funzone pubblica - dalle notizie che circolano in merito alla possibile esternalizzazione a breve di alcuni di questi servizi, in particolar modo il centro diurno disabili e lo spazio anziani, anche alla luce delle decisione prese dall’amministrazione sui nidi comunali. Stiamo infatti parlando di servizi in cui lavorano oltre 20 operatori (e alcuni precari), che si occupano di un’utenza molto fragile, e che hanno costruito nel tempo percorsi di eccellenza nel sostegno ai ragazzi con disabilità, come per il Pisano, nato nel 1985 come centro sperimentale e che nel tempo ha sviluppato una serie di progettualità e di attività fondamentali per l’utenza, o per gli anziani, come lo spazio di via Vaciglio e i centri territoriali». Secondo la Funzione pubblica «il timore che tutte le professionalità e il valore di questi servizi, messi in campo anche durante questa emergenza in cui si è continuato a garantire la tutela dei più deboli, possa essere dispersa da scelte di privatizzazione è fortissimo».
Una preoccupazione confermata anche da Ciro Facchetti, rappresentante sindacale della Fp-Cgil al centro Pisano, dove lavora come operatore sociosanitario: «Come sempre gli operatori apprendono queste notizie a cose già fatte - spiega - mentre dall’altra parte si continua a prendere i servizi ed esternalizzarli come se fossero fogli di carta. Il servizio pubblico del Comune di Modena è sempre stato un modello - aggiunge l’rsu della Cgil - soprattutto in un settore delicato come quello dei servizi per anziani e disabili. Un servizio per il quale sono fiero di lavorare, anche se dall’87 ad oggi ho visto ridurre al minimo la presenza del pubblico, tagliando sui servizi alla persona e dando l’impressione che gli operatori siano l’ultima ruota del carro».
Facchetti ricorda quindi che «il Pisano è un centro d’eccellenza nel quale si sperimenta tantissimo, con risultati estremamente positivi e apprezzati dalle famiglie: i nostri ragazzi li portiamo al planetario, li facciamo giocare a rugby, dipingere, leggere o partecipare a cineforum. Ma tutto questo, e per giunta in un contesto come quello dell’emergenza Covid, rischia di essere cancellato da una decisione che porterà allo smantellamento dei servizi alla persona a gestione diretta». —
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