Gazzetta di Modena

Modena

Così possono rinascere le seconde case

Daniele Montanari

Il progetto lanciato da Cna Modena: «Rete di promozione anche oltre i confini gestita da professionisti del settore»

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L’estate 2020 può segnare l’inizio di una svolta sulle seconde case in Appennino che le conduca ad entrare progressivamente in un circuito, anche internazionale. Ne è convinta Cna Turismo Modena, che ieri ha presentato a sindaci e operatori del Frignano un ambizioso progetto con cui rialzare un settore ricettivo che in montagna a causa del Covid sta pagando un crollo di fatturato oltre il 50%. «Bisogna creare nuove opportunità per il territorio - ha sottolineato il responsabile Marco Poletti - e noi come associazione vogliamo fare la nostra parte. Partendo dall’altro lato dell’emergenza virus: dal rinnovato interesse che in queste settimane sta suscitando per gli spazi di sicurezza che la montagna può dare». Dove le seconde case sono molto più “in” degli alberghi, secondo una tendenza rilevata già nei giorni scorsi che vede le famiglie in cerca di indipendenza anti-contagio. Ma seconde case che ora sono chiamate a fare un salto di qualità entrando in un circuito gestito da esperti che le possano collocare stabilmente sul mercato, anche estero, come ampliamento dell’offerta ricettiva. Non subito ovviamente: sarà un percorso di anni, ma deve partire ora che è scoccata la scintilla.

Ed ecco il cuore dell’idea, stile Booking: «Creare una rete organizzata di offerta delle seconde case fuori dai localismi - ha spiegato Poletti - introducendo due fondamentali figure di regia. Professionisti dell'home staging innanzitutto, che rendano più accoglienti gli appartamenti curandone l’immagine anche con servizi fotografici “emozionali” da mettere online. Poi per gestire sul mercato gli appartamenti, e la manutenzione, l’introduzione di property manager che si occupino di check-in e check-out degli arrivi interfacciandosi con agenzie immobiliari e proprietà». La quale, per fare gli investimenti necessari per abbellire ambienti rimasti un po’ ad atmosfere anni ’80-’90, potrà contare su un partner bancario pronto a dare prestiti agevolati: il Banco Bpm con Stefano Bolis e Fabio Cerati ha già dato la sua disponibilità. Ma si punta anche al sostegno pubblico al progetto, per l’abbattimento degli interessi passivi: per questo verrà presentato alla Regione. Ma per funzionare servirà anche un sostegno convinto da parte dei Comuni e dell’Apt regionale nello sviluppo della “cornice” ospitale dell’Appennino: non solo eventi e iniziative, ma una messa in rete anche di sentieristica, bellezze naturali, architettoniche, eccellenze enogastronomiche e “cose da fare” su un territorio vasto, senza campanilismi. Così da essere attrattivi anche per l’estero, quando sarà il momento. «Cogliamo l’eccezionalità del momento per costruire qualcosa da mantenere nel tempo» ha esortato il segretario provinciale di Cna Alberto Papotti.

«La prima cosa da fare è un censimento delle seconde case- ha fatto notare Mara Bernardini - per capire quantità e qualità di partenza».

«Puntiamo molto su questa cabina di regia - ha invitato Andrea Vecchiè, direttore Cna Appennino - è qui che sta il salto di qualità rispetto al passato».

Sui lidi ferraresi un’idea simile ha riscosso ampio interesse, creando una rete di appartamenti ristrutturati che nei 150 giorni della bella stagione (da aprile a settembre) per 90 (il 60%) sono destinati solo ai turisti. —

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