Ester rientra dall’Olanda e si laurea all’Alta Scuola
Venturelli ha discusso la tesi in “Agricultura food economics” con la Cattolica di Cremona Era all’estero per studiare report su Medio Oriente e Africa
CASTELNUOVO
La laurea ai tempi del coronavirus passa per il web: come tanti, anche Ester Venturelli, di Castelnuovo, ha sperimentato sulla propria pelle l’insolita esperienza di discutere la tesi in videoconferenza. E così, proprio attraverso lo schermo del pc è stata proclamata dottoressa in Agricultural and food economics dell’Alta scuola dell’Università Cattolica di Cremona. «L'emergenza - racconta la ragazza - è iniziata quando ormai ero in procinto di finire la mia ricerca». Se Ester non ha avuto particolari problemi nelle ricerche, sono state altre le difficoltà che ha dovuto affrontare: «Il problema vero – spiega - nel mio caso, è stato ritrasferirmi in Italia dall'Olanda dove ero per motivi di studio...»
Una volta a casa, a Castelnuovo, niente abbracci degli amici, né brindisi davanti l’Università: «È stato un po’ strano presentare una tesi di fronte a un computer; si è perso un po’ di solennità che si vive in aula magna. Sicuramente avrei preferito condividere questo momento con i colleghi che si sono laureati con me». Nonostante ciò, l’emozione è stata comunque tanta e la sessione si è svolta senza particolari intoppi tecnici: l’Università si è servita di Blackboard, una piattaforma studiata appositamente per l’insegnamento e apprendimento online. E così, Ester ha potuto presentare il suo elaborato, frutto di mesi di lavoro davanti alla commissione: «I governi dei paesi appartenenti alla regione del Medio Oriente e Nord Africa – spiega - operano in contesti di bassa disponibilità di cibo, da cui origina una forte dipendenza dall’importazione. Le strategie economiche e politiche adottate per affrontare il problema possono essere varie. Una possibilità frequentemente adottata nella suddetta regione è l’implementazione di Commodity Board, enti che regolano il mercato domestico, l’import, ma anche l’export, di specifici beni alimentari commercializzati in grandi quantità». La studentessa, ha quindi classificato 21 Commodity Board attive in Medio Oriente e Nord Africa, e ha investigato una possibile associazione tra tale struttura e la condizione di “sicurezza alimentare” secondo standard internazionali. —
S.P.
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