«L’ospedale resta una garanzia La Regione incontri tutti i sindaci»
MIRANDOLA
Palma Costi, la questione dell’ospedale di Mirandola continua ad essere al centro di polemiche e preoccupazioni. C’è chi paventa il pericolo che il dopo Covid 19 possa riservare altri tagli…
«L’ospedale è una preoccupazione di tutti ed è comprensibile che tutti tengano le luci accese. Però ricordo che la campagna elettorale è finita da un pezzo e che, adesso, più che allarmismi o processi alle intenzioni, da una parte, o annunci, dall’altra, dobbiamo stare al merito. Il direttore dell’Ausl ha confermato l’impegno di ripristinare e potenziare i servizi dell’ospedale di Mirandola. Va preso in parola e i sindaci, tutti ad iniziare da quello di Mirandola che siede nella Conferenza sociale e sanitaria territoriale , hanno il dovere e il potere di discutere e concordare con lui, e se necessario con l’assessore regionale Donini, le tappe del rilancio. Quanto al dopo covid 19 raccomanderei la massima prudenza: non solo c’è il pericolo di ricadute, ma dobbiamo fare tesoro di questa drammatica esperienza ed essere pronti .
Il direttore Brambilla ha infatti affermato che la sanità non tornerà come prima e il sindaco di Mirandola ha letto in queste parole un rischio di disimpegno verso la Bassa. Lei cosa ne pensa?
Penso che le parole del Dott. Brambilla vadano e debbano essere intese in senso esattamente contrario. Dopo anni di tagli è ora di investire pesantemente nel sistema sanitario pubblico: più servizi, più personale, più tecnologia e più ricerca. Come ha iniziato a fare il Governo».
Ma lei i soldi del MES li prenderebbe?
«Senza condizioni non vedo perché dovremmo rinunciare . Il presidente Bonaccini ha parlato di circa 2 miliardi in piu per la nostra Regione . Per la provincia di Modena potrebbero essere almeno 200 milioni, da aggiungere a quanto già previsto dalla Regione e quindi ci possiamo aspettare dai 20 ai 30 milioni aggiuntivi per l Area Nord» .
Ma in concreto, cosa dovrebbe cambiare?
«Per la sanità della Bassa il Pd ha presentato un pacchetto dove può esserci una grande convergenza politica e istituzionale . In generale mi pare che ci siano da sciogliere quattro nodi: lo snellimento delle procedure di reclutamento del personale; il potenziamento dei servizi di prevenzione; il potenziamento della medicina di base e dell’assistenza domiciliare con forte integrazione con l ospedale , valorizzando il ruolo della professione infermieristica; e infine una organizzazione flessibile e altamente professionale per fronteggiare le emergenze che potrebbero riproporsi, ed è per questo che chiediamo anche intensiva e sub intensiva» .
E quindi, per concludere, la Bassa può stare tranquilla che la Regione sosterrà Mirandola?
«Per quanto mi riguarda io sarò in prima linea. Ma ripeto, prima di tutto dobbiamo lavorare nelle sedi opportune e per questo proporrò all’assessore Donini di incontrare i sindaci dell’Unione e, se necessario, a seguire, di partecipare al Consiglio dell’Unione».
L'on. Golinelli della Lega però accusa Carpi di decidere da sola un ospedale per tutti..
«L'on Golinelli è fermo alla campagna elettorale. L’ospedale baricentrico è roba vecchia. Carpi vada avanti e noi concentriamoci su Mirandola. Dovremmo farlo insieme, ma vedo che la Lega di Mirandola, dall'Unione all'ospedale, preferisce le rotture e gli scontri». —
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